Corporate venture capital sotto la lente

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di Private 4 Marzo 2020 | 06:14

Cos’è: Tipologia d’investimento, solitamente fatto da un’azienda di medie e grandi dimensioni, in startup mediante l’utilizzo di un fondo dedicato. Cosa che il più delle volte avviene attraverso l’acquisizione di quote di minoranza.

Non solo finanza: A differenza dei fondi venture, i Cvc non investono solo in un’ottica finanziaria, ma anche industriale, con l’intento di poter avere un accesso privilegiato alle innovazioni e alle tecnologie sviluppate dalle aziende innovative.

Open Innovation: L’espressione sta a indicare la modalità per fare innovazione all’esterno dei perimetri aziendali. A differenza del passato, dove gli investimenti avvenivano solo all’interno, adesso le aziende puntano ad arricchirsi aprendosi a idee nuove.

In Italia: secondo uno studio promosso da Assolombarda, Italia Startup e Smau divulgato a ottobre 2019, il numero delle quote dei soci corporate in Italia è aumentato dell’88% tra settembre 2017 e settembre 2019 da 6.727 a 12.667 unità.

Small is beautiful: nel nostro Paese il 6,7% delle grandi imprese italiane ha investito in una startup. Chi fa corporate venture capital generalmente si focalizza su imprese nella fase iniziale, supportandole non solo da un punto di vista finanziario.

Al top: Secondo Assolombarda, con 489 milioni di euro il corporate venture capital è il principale investitore in startup. Nel 2018, sono stati quasi 900 i milioni di ricavi prodotti dalle startup nel 2018, con oltre il 50% generato da startup investite da Cvc.

Chi lo fa: In Italia sono attive nel Cvc grandi multinazionali come Leonardo, Telecom Italia e Fininvest. Operano settore anche Enel, Poste Italiane, Edison e il gruppo Sella. Nel comparto bancario, da segnalare Unicredit Evo, concentrata sul fintech.

 

 

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