La curiosità fa grande il banker

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Francesca Vercesi di Francesca Vercesi 9 Aprile 2020 | 07:02

Lasciarsi guidare dalla curiosità per scoprire cose nuove e poi non agire a caso, ma sulla base di un’attenta pianificazione. Sono le ricette per crescere, professionalmente e non solo, come racconta Stanislao Vialardi, da 12 anni in Ersel, dove ha ricoperto ruoli di responsabilità crescente.

 

In Ersel è responsabile la clientela direzionale e siede nel cda della controllata Online Sim. Come è arrivato a ricoprire questi ruoli?

Sono entrato in Ersel nel 2011 seguendo un piano di coaching e induction interno parallelamente al Private banking executive program di Sda Bocconi. Ho iniziato come banker e oggi continuo a seguire clienti. Da quattro anni mi occupo di curare, con un team qualificato, la clientela di direzione. L’esperienza in Innogest, Sgr di cui sono stato amministratore, è stata utile perché mi ha dato visione sull’innovazione e le metriche di un mondo, il venture capital, che non conoscevo, provenendo dalla finanza d’azienda ordinaria e dal trade finance. Con Online sim l’avventura è appena iniziata: essere fintech da 20 anni piace e pone avvincenti sfide in un futuro sempre più digitale.

 

Cosa ritiene di aver portato nella società torinese, nome storico del private banking italiano?

Sono entrato in Ersel nel momento in cui si stava facendo un passo importante verso la gestione manageriale di un’azienda familiare. Ho quindi contribuito a questo spirito di evoluzione dell’azienda seguendo la mia via di cross selling tra realtà private legata alla gestione degli asset finanziari e il mondo corporate, inteso come pianificazione a supporto dell’imprenditore nell’ambito che comprende sia aspetti familiari sia d’impresa.

 

Sulla base delle nuove esigenze dei clienti e di mercati più complicati, che servizi di gestione state offrendo alla clientela private?

Mercati più complicati richiedono due cose. Da una parte ci vogliono dei professionisti in grado di avere una conoscenza approfondita delle esigenze del cliente, dall’altra bisogna che il risparmiatore abbia una migliore cultura finanziaria. Se il cliente è delegante, consiglio le gestioni patrimoniali personalizzate che Ersel ha reso sofisticate negli anni. Esiste un’ampia popolazione di clientela preparata e partecipativa che si avvale dei servizi di consulenza avanzata su dossier amministrati. Ersel negli ultimi anni ha investito nel servizio di consulenza inteso come consulenza nell’investimento finanziario.

 

Su cosa vi state focalizzando tra gestione finanziaria e gestione patrimoniale?

Il nostro team di advisory, grazie alla presenza di ex gestori di fondi azionari, consente una selezione di qualità sullo stock picking e il team londinese attua una selezione e un monitoraggio accurati di gestori di fondi di nicchia e qualità. L’offerta è stata poi integrata con un servizio di wealth planning evoluto che offriamo attraverso la piattaforma Simon Fiduciaria. Si va dalla pianificazione patrimoniale e successoria al suo monitoraggio nel tempo, alle attività di trustee, fino alla strutturazione di club deal in special modo nel venture capital.

 

Come gestite gli asset legati all’arte?

L’arte non penso o non vorrei fosse considerata una asset class. La vedo piuttosto come una passione che può servire a diversificare un patrimonio sofisticato. Non esiste un vero servizio di gestione. Intestazioni e servizi fiduciari rispondono a esigenze di riservatezza in aste o nelle compravendite e a temi di sostituzione di imposta. Ci avvaliamo di un network di contatti con case internazionali come Christie’s, ma anche di professionisti, ovvero galleristi che possono essere attivati all’occorrenza.

 

Nei portafogli sofisticati sono aumentati gli alternativi hedge e long short e la componente illiquida con il private equity, venture capital, minibond e alternative loans?

La componente alternativa in senso lato in genere continua ad aumentare nei portafogli da quando le obbligazioni hanno iniziato ad avere rendimenti bassi e probabilmente continuerà nel prossimo biennio allo scadere delle obbligazioni in portafoglio. I patrimoni più sofisticati hanno visto crescere anche la componente illiquida, prevalentemente private equity, minibond, club deal, ma anche il venture capital. Da tempo Ersel crede nei programmi di investimento alternativi. Il nostro Hedgersel penso sia il fondo hedge italiano più longevo con 17 anni di storia, ha una strategia event driven che ci consente di inserirlo nei portafogli come alternativa al rendimento obbligazionario. Recentemente Ersel ha avviato una collaborazione con Muzinich per un programma di investimento in alternative loan, con Avanon per le strategie long short equity e con Fondaco sgr per un programma di investimento in fondi di private equity internazionali.

 

Quali evoluzioni pensi potrebbero caratterizzare l’industria del risparmio gestito i recenti sviluppi geopolitici?

Se parliamo di Brexit quale recente evento di natura geopolitica, credo che l’impatto sul risparmio gestito sia marginale. Londra rimarrà una piazza finanziaria di riferimento e penso che Milano, filiale del London Stock Exchange, possa anche beneficiarne nel medio termine.

 

Quali sono le sue passioni e pole sue peculiarità caratteriali?

La mia passione prima è l’arte, come ricerca del vero attraverso il bello e il concettuale, comunque contemplativa, poi la subacquea. Curiosità e capacità di entusiasmarsi in nuovi progetti penso siano alcune mie peculiarità caratteriali positive.

 

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