Scienza economica da rifondare

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Marcello Gualtieri di Marcello Gualtieri 5 Giugno 2020 | 06:01

I fatti drammatici degli ultimi mesi impongono un rilancio dell’economia, ma anche una rifondazione della scienza economica che era già indifferibile ben prima della crisi causata dal coronavirus, almeno sotto tre, fondamentali motivi.

 

Problemi cronici

Il primo è la crisi degli stati sovrani per la forte l’inadeguatezza degli strumenti fino ad adesso sperimentati senza successo nella gestione delle crisi degli ultimi anni e riassunti nei dettami del cosiddetto Washington Consensus (cioè l’erogazione di prestiti condizionati all’adozione di una serie standard di misure cd liberiste, in pratica ciò che ha ispirato sino ad oggi il Fmi ed il Mes). Il secondo. La presenza sui mercati dei tassi negativi per un lungo lasso di tempo. Fino a oggi tutti gli economisti li hanno considerati un fatto eccezionale, transitorio, quasi un azzardo teorico, che si sarebbero potuti osservare sporadicamente in caso di aspettative di deflazione. E invece, a seguito delle politiche delle Banche Centrali, i tassi negativi dominano il marcato da lungo tempo, tanto da non poter più essere considerati un fatto sporadico. Rappresentato un fatto illogico e non studiato a sufficienza dalla teoria economica che non ha saputo creare un quadro teorico di riferimento.

 

Prezzi da rilanciare

Il terzo è la mancanza di inflazione nonostante l’enorme liquidità immessa in circolazione dalle banche centrali di tutto il mondo. Poiché la moneta una volta creata non si auto-distrugge, dove è finita se non si è riversata in un aumento dei prezzi?

Le fondamenta della scienza economica, come si vede, già scricchiolavano vistosamente prima della crisi del coronavirus. Oggi, la teoria economica si trova ad affrontare una crisi con caratteristiche sconosciute: una crisi globale e contestuale di domanda, offerta, finanza in un contesto di aspettative negative. Come in una guerra, ma con una differenza: non ci sono vincitori, ma solo perdenti. La storia mette gli economisti davanti una sfida dal cui esito dipende la stessa sopravvivenza della materia. Le teorie raffinate del passato, fini a sé stesse, quindi inutili, devono essere archiviate per sempre. C’è urgenza di un quadro teorico di riferimento che ad oggi manca.

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