Gli artefici del bello

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Private di Private 8 Giugno 2020 | 06:03

Franco Cologni, presidente Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e co-fondatore della Michelangelo Foundation for Creativity & Craftsmanhi

 

 

Sarebbe difficile immaginare un’Italia senza le sue eccellenze: l’alta gastronomia, i più importanti teatri d’opera al mondo, le passerelle di moda o gli accessori che contribuiscono a quello che nell’immaginario di tutto il mondo è il concetto intraducibile di “bella figura”. Senza le bellezze custodite e conservate in piazze, palazzi e cattedrali, senza le mille tradizioni e mestieri che si esprimono in tutta la nostra penisola, il nostro Paese si spoglierebbe della propria identità. Un’identità legata a tutte le cose che sappiamo fare bene, e con cui incantiamo il mondo.

 

Arts and crafts

Spesso dimentichiamo che dietro i primati italiani ci sono professionalità preziose: i mestieri d’arte. Quelli che i cugini d’oltralpe chiamano métiers d’art e gli inglesi definiscono arts and crafts, e che costituiscono le fondamenta della nostra identità manifatturiera e culturale.

I maestri dell’enogastronomia, le maestranze del teatro d’opera (scenografi, costumisti, parruccai e così via), i sarti, i modellisti, i ricamatori che rendono preziosa la moda, i restauratori di dipinti, mobili o monumenti, gli ebanisti, i vetrai, i liutai, i pellettieri. Sono decine e decine i mestieri dell’alto artigianato artistico che si potrebbero elencare. Migliaia i Maestri artigiani che li praticano. Ma relativamente pochi, purtroppo, i giovani che si avvicinano oggi a queste professioni.

 

Cultura della manualità

La Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, che ho fondato ormai 25 anni fa, da sempre si impegna proprio per diffondere la cultura dell’artigianato artistico presso tutte le persone sensibili a stile e buon gusto, e promuove un necessario ricambio generazionale in questo settore per fare in modo che anche in futuro l’Italia rimanga la culla del saper fare, e il luogo dove nascono le bellezze che conosciamo e desideriamo.

Con “Una Scuola, un Lavoro. Percorsi di Eccellenza”, un progetto semplice ma concreto, da nove anni mettiamo a bottega giovani meritevoli che abbiano compiuto studi nei campi dell’artigianato artistico: ragazzi talentuosi e volenterosi che vogliono trasformarsi nei Maestri d’arte di domani. Anche quest’anno 25 giovani (che vanno a sommarsi ai 200 delle passate edizioni) hanno vinto il bando della Fondazione, aggiudicandosi innanzitutto la possibilità di seguire un mese di Mini Master, a Milano, erogato dalle più prestigiose università meneghine e da altre realtà formative di alto livello. Per 4 settimane hanno infatti frequentato il corso di Storia delle arti applicate e decorative con la Scuola Corsi Arte, quello di Progettazione con il Politecnico di Milano, quello di Gestione della microimpresa artigiana con SDA Bocconi, quello di Comunicazione digitale con la Scuola di Comunicazione Iulm. Una formazione breve ma full time, che ha offerto loro una panoramica sulle questioni e sui temi caldi che interessano l’artigianato artistico oggi insieme a un’idea precisa riguardo alle strategie per affrontarli.

 

Esempi concreti

Dopo la formazione in aula, i ragazzi entrano ogni anno nel vivo del progetto accedendo a un tirocinio retribuito con 700 euro al mese. Si distribuiscono quindi lungo lo Stivale per svolgere sei mesi di apprendimento: ciascuno va in una bottega, laboratorio o azienda artigiana, fianco a fianco con un Maestro-tutor che li segue durante tutto il periodo. Un’esperienza di training on the job di grande valore.

Grazie a questo programma, per esempio, Elena e Andrea stanno affinando le loro capacità di apprendisti liutai in prestigiosi laboratori milanesi e potranno un giorno fornire i migliori solisti e le più importanti orchestre sinfoniche; Sara e Silvia compongono mosaici artistici nella zona di Spilimbergo, opere che ricopriranno le volte e cupole di cattedrali americane, abbelliranno palazzi del medio oriente e sontuose dimore italiane; per la ceramica artistica, che decorerà le residenze di persone di buon gusto, Aurora sta plasmando le sue opere in provincia di Perugia, Ilaria le realizza con uno studio bolognese dallo stile contemporaneo, mentre Miriam sta imparando da un grande Maestro l’arte della porcellana di Capodimonte. E ancora, Matteo costruisce mobili e pialla tavoli in legno massello ad Alba, che finiranno nelle case arredate da interior designer di grido; Asia sta realizzando a Milano accessori di lusso in corno naturale o bamboo, set da barba o da fumo degni di businessman di successo amanti del più raffinato made in Italy. Per non parlare di Martina, che nella sartoria meneghina di Ermenegildo Zegna cuce a mano abiti di impeccabile eleganza; Sofia disegna e realizza prototipi nei laboratori di gioielleria di Dolce & Gabbana, mentre Emanuela impara le tecniche dei maestri orafi di Bulgari nei laboratori di alta gioielleria a Roma.

 

Ambasciatori del saper fare

Sono solo alcuni dei 25 giovani talenti che si stanno formando in questi mesi per diventare attori e ambasciatori del miglior artigianato italiano. Insieme a loro, giovani colleghi pellettieri, restauratori, modellisti di calzatura, fonditori artistici, che quest’anno compongono la classe dei vincitori dell’edizione 2019/2020, il cui tema era quello delle Passioni italiane.

Niente di tutto questo sarebbe possibile senza il sostegno di benefattori lungimiranti che ogni anno “adottano” questi tirocinanti con una donazione di 5mila euro per ciascun talento: se non è l’economia a fare il progresso, ma la cultura, fare del bene in una società vuol dire davvero incentivarne il progresso alimentandone la cultura, e la cultura del nostro Paese si lega da sempre a doppio filo al nostro miglior artigianato artistico.

Ecco perché è così importante sostenere questi giovani e aiutarli a realizzare i loro obiettivi: perché in un futuro non lontano saranno le loro competenze e i loro sogni di stoffa, vetro, oro, legno o ceramica a popolare il palcoscenico del meraviglioso spettacolo del saper fare italiano a cui siamo abituati.

Il prossimo luglio sarà diffuso il bando di raccolta delle candidature per l’edizione 2020/2021. Speriamo che in tanti vogliano aiutarci, adottando un giovane tirocinante a far brillare il proprio talento. Perché come scriveva Quintiliano, i giovani non sono vasi da riempire: sono fiaccole da accendere.

 

 

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