Il dolce impero dei Perfetti

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Roberta Maddalena di Roberta Maddalena 10 Giugno 2020 | 06:06


“Rapito l’industriale Egidio Perfetti, 62 anni, contitolare con il fratello di una nota azienda dolciaria che produce una marca di gomma da masticare molto reclamizzata”. Recita così un articolo de l’Unità risalente al gennaio del 1975 dove si riportava l’episodio che aveva coinvolto la famiglia milanese: l’Anonima, gruppo criminale di origine sarda, aveva rapito l’industriale dolciario, che venne rilasciato dopo dieci giorni in seguito al pagamento di 2 miliardi di lire, cifra record per l’epoca, per il riscatto.

Dopo questa brutta vicenda, la famiglia Perfetti decide di lasciare la guida dell’azienda e trasferirsi all’estero delegando la guida operativa dell’azienda ai manager: oggi al top ci sono Sameer Suneja e Ubaldo Traldi, rispettivamente ceo e presidente. La situazione non cambia dopo la morte di Ambrogio nel 1989, seguita due anni dopo dalla scomparsa di Egidio. Anche Giorgio e Augusto Perfetti (entrambi figli di Ambrogio in quanto Egidio non ha avuto discendenti), che attualmente risiedono in Svizzera, preferiscono rimanere lontano dall’Italia rimettendo ad altre mani il governo della società, che hanno ereditato dal padre e dallo zio alla loro morte. Da quel momento, la riservatezza è diventata la parola d’ordine della famiglia, sulla quale trovare oggi immagini attuali è praticamente impossibile. Per Forbes, il loro patrimonio netto è oggi pari a 4,4 miliardi di dollari (circa 3,9 miliardi di euro).

 

American dream
Ma riavvolgiamo il nastro perché la storia della famiglia Perfetti inizia da molto lontano e fa più o meno così: c’erano una volta due fratelli, Egidio e Ambrogio, che sognavano l’America. A Lainate, piccolo comune di Milano, si erano guadagnati il soprannome di “re della cicca”, attribuito loro per via del mestiere del padre Agostino, umile artigiano che proprio a Lainate gestiva un piccolo laboratorio di confetti e liquirizia. Entrambi ci ridevano sopra ma, intanto, mentre andavano in giro per il paese distribuendo dolcetti con una cassetta legata al collo, pianificavano già il loro futuro. Che bussa alla loro porta nel 1946, anno di cambiamenti per il Paese che all’indomani della Seconda guerra mondiale diventa una Repubblica, quando dopo aver visto alcuni soldati americani masticare ossessivamente i tipici chewing gum a stelle e strisce, e il successo che queste ultime riscuotevano tra gli abitanti, decidono di produrle in proprio. Nasce così il Dolcificio Lombardo, che inizialmente produceva le palline di gomma da masticare distribuite con le macchinette. All’inizio solo 50 dipendenti, poi il boom con la crescita dell’azienda e la nascita della Perfetti SpA. Il motivo è presto detto: con un progetto apparentemente semplice ma complesso da mettere in pratica, i due fratelli avevano in un certo senso realizzato l’american dream, dando nuova linfa a un tipo di prodotto già conosciuto, ma fino a quel momento del tutto assente sul mercato italiano.

 

La filosofia commerciale
Quando nel 1969 nacque “Brooklyn, la gomma del ponte”, diventò subito per gli italiani sinonimo dell’inconfondibile stile all’americana. Il merito principale dei Augusto e Giorgio, che nel frattempo avevano assunto le redini del business di famiglia, fu l’essere riusciti nell’intento di far diventare un singolo prodotto in uno dei più apprezzati in Italia, non risparmiando mai sulla qualità: in pochi anni, grazie al nome, ispirato al ponte newyorkese, e ai creativi spot pubblicitari degli anni sessanta e settanta legati a Carosello, era nata una nuova icona del vivere tricolore ampliando l’orizzonte dei cibi industriali. Un simbolo di liberazione come per gli americani era stato prima il  boogie-woogie o Hollywood. Sulla scia del successo dello chewing gum in Inghilterra e in Giappone, dove era prima sbarcato, la “gomma del ponte”, come venne chiamata quella creata dai Perfetti, conquisterà infatti fino al 90% del mercato italiano di settore. La loro filosofia commerciale è da subito ambiziosa per due motivi: orientano la produzione in via industriale, e diversificano l’offerta della confetteria tradizionale in un’ottica più ludica con prodotti come Pip e Ugoletta.

 

L’espansione del business

A seguito del lancio di Brooklyn, il chewing gum con il celebre ponte di New York come immagine, l’azienda iniziò a lanciare anche altri marchi di successo come Big Babol, Vivident e Alpenliebe e negli anni ‘80 portò a termine anche le prime importanti acquisizioni assorbendo aziende del settore come Gelco (Goleador) e Caremoli (Golia). Nel suo portafoglio figurano – tra gli altri – anche Alpenliebe, Morositas, Goleador, Fruittella e Mentos, oltre a Chupa chups, il cui marchio fu disegnato per l’azienda da Salvador Dalì.

 

Strategia vincente che, a cavallo tra la fine degli anni ’80 e ’90, si estese anche a livello internazionale. Negli anni ’90 inizia la crescita oltre i confini italiani: vengono aperte unità produttive in Turchia, India, Cina, Indonesia, Vietnam e Brasile e vengono acquisite La Giulia, storica industria dolciaria di Gorizia e la società belga Frisk. Dopo i primi accordi commerciali con la Van Melle, colosso olandese del settore che negli anni novanta aveva conquistato posizioni importanti nei nuovi mercati dell’Europa dell’Est e dell’Estremo Oriente e che portò in dote Mentos e Fruittella e una distribuzione in 150 Paesi, si arrivò a una fusione tra le due aziende nel 2001 che diede vita alla Perfetti Van Melle. Un altro momento clou fu nel 2006 l’acquisizione per 440 milioni di euro della spagnola Chupa Chups, il cui logo porta la firma di Salvador Dalì: dopo il deal la Perfetti Van Melle divenne il terzo gruppo al mondo del settore dopo i colossi statunitensi Mondelez International e Mars. Negli anni dal 2002 al 2013 continua l’espansione in Europa e Asia, con lo stabilimento di nuove unità produttive in Sri Lanka, Bangladesh e Spagna.

 

Ultimi sviluppi

Nel 2014, infine, la Perfetti Van Melle apre il primo stabilimento produttivo del gruppo nel continente africano, in Nigeria. Oggi, in Italia Perfetti è leader assoluta nelle gomme e nel mercato delle caramelle. Attualmente, l’azienda può contare su oltre 14mila dipendenti per un fatturato che nel 2018 è stato di 2,43 miliardi di euro. A monte della c’è la C+F Confectionery and Foods Holding B.V., holding di proprietà della famiglia Perfetti, con headquarter è ad Amsterdam. Si tratta del terzo gruppo mondiale nel settore confectionery, è presente in 150 Paesi e possiede 32 stabilimenti in giro per il mondo, dall’Italia al resto dell’Europa, dagli Stati Uniti alla Cina e all’India. Dei quasi 18mila dipendenti, 600 sono nella sede storica di Lainate, cuore produttivo e cervello strategico del gruppo.

La sede centrale e lo stabilimento che serve il mercato italiano si trovano a Lainate e da qui si dirama il controllo delle tre società nazionali: Gum Base SpA di Lainate, che produce la gomma base necessaria alla produzione di gomme da masticare e bubble gum per tutto il gruppo; Giulia SpA, con stabilimento a Gorizia, che produce caramelle e bubble gum; Gelco Srl, con stabilimento a Teramo, che produce gelatine e liquirizie (tra cui quelle a marchio Goleador).

 

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