Private banking, rilancio in 5 step

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Monica Regazzi di Monica Regazzi 17 Giugno 2020 | 06:31

Monica Regazzi

 

Alla luce dell’emergenza che stiamo affrontando, occorre che le istituzioni finanziarie, e anche l’industria del private banking, si attivino con una strategia per massimizzare il loro livello di resilienza e prepararsi a qualsiasi scenario macroeconomico e finanziario.

 

Cinque step

Nel breve occorre innanzitutto proteggere il personale e garantire la continuità aziendale. Questa iniziativa include la revisione dei piani di continuità operativa e l’ottimizzazione della comunicazione interna per informare in modo accurato e regolare il personale.

Quindi occorre rispondere rapidamente e con attenzione ai clienti e gestire le reti fisiche, promuovendo al contempo soluzioni alternative. Gli operatori di private banking dovrebbero promuovere canali digitali per gestire le interazioni con i clienti, nonché accelerare le implementazioni delle funzionalità necessarie nelle app e nelle piattaforme digitali. Il quarto passaggio è generare stress test per prevedere diversi scenari e il quinto avviare o accelerare i programmi di efficienza.

 

Programmare per vincere

Sono fondamentali, poi, tre azioni per il medio termine. In primis, occorre accelerare la migrazione verso le vendite e l’assistenza digitali. Gli intermediari finanziari devono valocizzare la migrazione dei clienti private ai canali e alle piattaforme online, nonché promuovere nuovi modi di lavorare e interagire tra gestori e clienti (come via telefono e canali video). Molte banche hanno già avviato iniziative in questa direzione, cogliendo l’opportunità (e la necessità) di accelerare i progressi verso la creazione di un’istituzione veramente digitale.

Serve poi reinventare i modelli di business. Gli intermediari finanziari dovranno accelerare le discussioni e le scelte sul proprio portafoglio di attività, ad esempio selezionando le attività su cui focalizzarsi, pensando alla decostruzione della catena del valore, che potrebbe condurre ad approcci in white label, decidendo quali parti della catena del valore mantenere e quali parti esternalizzare.

Infine occorre prepararsi per nuove opportunità. Gli shock economici, per quanto difficili da gestire e da sopportare, possono anche offrire opportunità impreviste. Durante le crisi, gli operatori di private banking dovrebbero cercare attentamente e selezionare potenziali opportunità di rafforzamento e anche di innovazione a medio-lungo termine.

 

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