Kairos costruisce un ponte tra investitori e imprese

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di Private 3 Novembre 2020 | 06:51

“Non è un prodotto, ma un progetto. Siamo arrivati al lancio dell’Eltif dopo un anno e mezzo di studio del mercato perché volevamo creare qualcosa che risultasse davvero in linea con le esigenze sia degli investitori che adottano un orizzonte di lungo periodo, sia delle imprese che necessitano di capitali e liquidità per crescere”. Rocco Bove, head of fixed income di Kairos, presenta così il lancio del Kais Renaissance Eltif, che è in linea con la nuova normativa dei Pir alternativi e  consentirà quindi ai sottoscrittori di accedere ai benefici previsti dal legislatore, tra cui la detassazione sugli eventuali guadagni.

 

Le caratteristiche

Il fondo, che potrà essere sottoscritto fino a marzo prossimo, conferma il dinamismo della società di gestione, che lo scorso autunno aveva lanciato

due fondi tematici, Kis Millennials e Kis ActivEsg, nell’ottica di generare alpha nel lungo periodo.

Il nuovo comparto sarà focalizzato sulle Pmi europee, prevalentemente italiane non quotate o quotate con una capitalizzazione inferiore ai 500 milioni di euro, con la possibilità di investire sia sulla parte di equity, sia su quella di debito. La porzione di portafoglio non quotata, nel limite massimo del 25%, sarà investita in operazioni riconducibili a obbligazioni convertibili o con warrant, club deal, pre-ipo e private equity, compatibilmente con la durata del fondo prevista per 6 anni, prorogabile sino a 8.

 

Allineamento di interessi

“Lo scenario di mercato è caratterizzato dal lato degli investitori da rendimenti obbligazionari compressi a causa dei tassi bassi e dall’incertezza sull’azionario, mentre dal lato delle imprese ci sono grandi difficoltà nel trovare le risorse per crescere. Con il nostro Eltif allineiamo gli interessi delle due parti attraverso una soluzione d’investimento che adotta un orizzonte di lungo termine”, racconta Massimo Trabattoni, head of italian equity di Kairos e co-gestore del fondo con Bove. I due professionisti condivideranno tutte le fasi propedeutiche alla costruzione del portafoglio, basato sull’analisi fondamentale e un rigoroso processo di selezione bottom up.

Trabattoni vanta un lungo track record nel mondo degli investimenti in small e medium cap italiane, mentre Bove ha seguito sin dalla nascita, nei primi anni 2000, il mercato europeo delle obbligazioni ad alto rendimento, ovvero la componente meno liquida del segmento dei corporate bond.

 

Focus sull’economia reale

L’approccio del fondo consente di investire su soluzioni poco liquide, ma più promettenti sul fronte dei rendimenti, ricorda Bove, e di non far mancare capitali e liquidità alle aziende nel momento in cui si rendono necessari per sostenere la crescita. “La filosofia del progetto ruota intorno all’idea di costruire un ponte tra la finanza e l’impresa in grado di alimentare un vero e proprio circolo virtuoso, che possa sostenere la ripresa dell’economia reale”, aggiunge Bove.

Il fondo ha un obiettivo di rendimento tra il 6 e il 10% annuo. Il taglio minimo di sottoscrizione è di 30mila euro.

Infine uno sguardo al target dei potenziali investitori. “Ci rivolgiamo alle tre categorie di clienti Kairos”, racconta Bove. “I privati, ai quali proporremo l’Eltif al di fuori dei mandati di gestione (poco adatti per ragioni di orizzonte temporale); agli istituzionali con i quali intratteniamo rapporti; infine ai privati raggiunti da reti terze”.

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