La dinasty dei Garrone

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Roberta Maddalena di Roberta Maddalena 18 Novembre 2020 | 06:09

Per i figli Edoardo e Alessandro non seguire le orme del padre Riccardo sarebbe stato impossibile. E difatti, con il primo oggi presidente del gruppo Erg (acronimo di Edoardo Raffinerie Garrone) e il secondo presidente esecutivo, la dinastia originaria di Grondona, in provincia di Alessandria, non è andata dispersa.

 

L’investitura

Primo di sei figli, Edoardo è stato designato dal padre alla presidenza del gruppo fondato dal nonno, di cui porta il nome: un impero del settore petrolifero, sorto da una raffineria di Genova, convertito di recente in primario produttore di energia da fonti rinnovabili. Classe 1961, in una recente intervista a Forbes, l’imprenditore racconta come è avvenuta la sua investitura alla presidenza del gruppo. “Eravamo a Grondona, alla vigilia di Natale del 2002, tutta la famiglia riunita come tradizione vuole. Quella sera mio padre convocò me e i miei fratelli in una stanza e disse che aveva preso una decisione ovvero lasciare la guida della Erg, definendo con precisione i ruoli: ‘Edoardo farai il presidente e tu, Alessandro, l’amministratore delegato’, disse. E quando Alessandro replicò che forse era troppo presto per farci guidare un gruppo di quelle dimensioni e che il mercato non avrebbe compreso subito, con fermezza mio padre spiegò: ‘ho fatto fare uno studio da una società internazionale, il mercato accoglierà questa decisione. A prescindere dalle mode che vedono manager esterni guidare le aziende famigliari quotate, voi siete in grado di prendere le redini. Resterò in consiglio, ma voi sarete il futuro”. A quel tempo, Edoardo e Alessandro erano ancora molto giovani, ma avevano dalla loro parte il vantaggio di essere cresciuti a fianco del padre in azienda. Golf, caccia, pesca e tennis sono gli interessi dichiarati nel curriculum da Edoardo Garrone, che è stato tra l’altro presidente nazionale dei giovani imprenditori di Confindustria dal 2000 al 2002 e poi vicepresidente dell’assocazione imprenditoriale per l’organizzazione e il marketing associativo fino al 2012, mentre per Alessandro, pilota di aereo, figurano sci, alpinismo, trekking, caccia e bicicletta.

 

Dall’industria al calcio

La predisposizione per il nuovo è sicuramente un ingrediente di famiglia. Riccardo Garrone era un industriale e gentiluomo d’altri tempi, che affrontava le sue giornate con un nuovo progetto sempre in mente. Di progetti nella sua vita, che si è fermata a 76 anni, ne ha coltivati davvero tanti. E nei settori più diversi come il calcio, terreno per lui praticamente sconosciuto dove diventa presidente della Sampdoria. Già sponsor con la Erg dal 1988 al 1995, nel 2001 propone la fusione fra Genoa e Sampdoria, che militavano allora entrambe in Serie B. L’11 gennaio 2002 acquista poi il club blucerchiato salvandolo dal fallimento. Nel suo primo anno di presidenza la Sampdoria conquista la promozione in Serie A e all’ottavo anno, nel 2010, raggiunge la qualificazione in Champions League. Nella stagione 2010-2011 la Sampdoria torna nuovamente in Serie B, categoria nella quale rimane comunque una sola stagione (all’epoca, comunque, aveva già lasciato le redini della squadra al figlio Edoardo).

 

Lo sviluppo nel Dopoguerra

Classe 1936, Riccardo è figlio di Edoardo Garrone, fondatore della Erg. Dopo il liceo classico D’Oria e una laurea in Chimica industriale, nel 1963 assume la guida della società dopo la scomparsa del padre e pochi anni dopo realizza la Raffineria Isab, parte del polo petrolchimico siracusano di Priolo Gargallo in Sicilia. Per diversi anni inoltre presiede l’Associazione Industriali di Genova e poco tempo dopo viene nominato Cavaliere del Lavoro. Dopo aver lasciato nel 2003 la presidenza della società al figlio Edoardo, a gennaio 2005 presiede la Fondazione Edoardo Garrone (così chiamata in memoria del padre) impegnata a favorire una maggiore accessibilità di culture, scienze e arti. Nello stesso anno gli viene conferita dall’Università degli Studi di Genova la laurea honoris causa in ingegneria chimica.

 

Crescita per gradi
Quotato alla Borsa di Milano, Erg è oggi il primo produttore in Italia di energia eolica, tra i primi in Europa, oltre che attivo nella produzione di energia elettrica da fonte idrica, solare e termoelettrica. Le origini della società risalgono al 1938 quando nasce la ditta individuale di Edoardo Garrone per “il commercio di prodotti derivati dalla lavorazione del petrolio e del catrame”. La società, diventata raffineria nel primo dopo-guerra, sceglie come marchio un dado sulle cui facce viene riprodotto un acronimo di tre lettere, le iniziali di Edoardo Raffinerie Garrone, ovvero Erg. Nel 1947 inizia la produzione della Raffineria di Genova San Quirico. Subito dopo la Seconda guerra mondiale, in un Paese tutto da ricostruire, il grande fabbisogno di energia fa diventare il petrolio la fonte energetica più adeguata a soddisfare le esigenze nazionali e grazie alla felice posizione geografica degli impianti, l’attività di raffinazione diventa strategica per Erg.

 

Sviluppo recente

Tra il 2008 e il 2015 l’azienda compie un profondo processo di trasformazione che porta a disinvestire dall’oil per reinvestire nelle rinnovabili. Il 2006 poi è un anno importante perché viene acquisita EnerTad, società quotata alla Borsa di Milano dal 1997 che realizza impianti per la produzione di energia elettrica dal vento. Operazione strategica che segna l’ingresso nel settore delle rinnovabili nell’ambito del piano multi-energy della società oggi attiva in sette Paesi. Gli anni 2000 sono stati molto impegnativi. Erg, che aveva già iniziato a produrre energia elettrica, cercava ancora alleanze strategiche per rafforzare la propria posizione nel settore oil. Tra queste spicca il deal con Vagit Jusufovič Alekperov, ceo di Lukoil, che consentì a Erg di incassare, dalla cessione della Raffineria Isab al colosso russo, una cifra a nove zeri, che Edoardo e Alessandro, d’accordo con i soci, decisero di investire in Italia.

 

La sostenibilità
Tra i primi dieci operatori in Francia per capacità installata e in continua crescita nei Paesi europei con le maggiori potenzialità per lo sviluppo delle rinnovabili come la Germania, Erg si distingue per un modello di business orientato allo sviluppo sostenibile e agli obiettivi di decarbonizzazione, coerentemente con il processo di transizione energetica in atto nel panorama mondiale. La conversione completa degli ultimi dieci anni a fonti totalmente green si è rivelata infatti determinante per proseguire la loro espansione nel mercato dell’energia elettrica da fonti rinnovabili nel segno della strategia 2018-2022. Decarbonizzazione, innovazione e internazionalizzazione sono i tre principi chiave sui quali nei prossimi anni la società vuole scommettere con un programma di investimenti per circa 1,7 miliardi di euro per accelerare la transizione energetica e rispondere alle sfide del climate change. In particolare, come si legge dall’ultimo comunicato ufficiale diffuso dall’azienda, gli impegni di Erg sono focalizzati su 3 filoni principali: sviluppo della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, attenzione all’ambiente, alle condizioni di lavoro e al welfare e infine implementazione della nuova policy anticorruzione e delle nuove procedure di selezione dei fornitori.

 

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