Il potere dello zinco

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Roberto Cannataro di Roberto Cannataro 11 Gennaio 2021 | 06:08

In questi giorni mi torna spesso in mente una leggenda metropolitana sul potere afrodisiaco delle ostriche. Come spesso capita, dietro certe convinzioni diffuse c’è un fondo di verità, dato che tutti i molluschi a guscio (lo stesso vale per cozze e vongole), essendo filtratori dell’acqua marina, sono ricchi di ioni bivalenti come ferro, magnesio e in particolare zinco.

 

Potere dello zinco

Quest’ultimo elemento risulta fondamentale sia per la spermatogenesi, sia per la sintesi del testosterone. Se ne parla molto in questi giorni, in quanto, oltre alle caratteristiche suddette, è importante per la produzione di un enzima, la superossido dismutasi, che è una delle armi principali del nostro organismo contro i radicali liberi. Questi ultimi prodotti in grossa quantità in seguito a stimoli infiammatori intensi come quelli che si hanno in conseguenza all’infezione da Covid 19. In più ha la capacità di regolare un mediatore cellulare detto NF-κB, che ha una forte azione immonumodulante. Pertanto la regolazione di questa proteina ha un impatto importante sul corretto funzionamento del nostro sistema immunitario.

 

L’importanza della porzioni

E non è tutto. Lo zinco ha un’altra funzione fondamentale, di fatto per la nostra vita, tramite una particolare struttura detta “zinc finger” che consente di regolare l’azione del dna e dell’rna. Quindi tutto quello che riguarda la replicazione cellulare (sostituzione di cellule danneggiate, sistema immunitario, trasporto di ossigeno e così via), ma anche la sintesi proteica è influenzato da questo elemento.

Lo troviamo negli alimenti anche nelle carni, specie se rosse, nei legumi, nei cereali integrali e in alcuni semi, in particolare in quelli di un ortaggio di stagione come la zucca.

Non assumendo regolarmente questi alimenti, si potrebbe pensare di integrarlo, ma attenzione di più non significa necessariamente meglio, dato che un’assunzione eccessiva può essere di ostacolo all’assimilazione di altri ioni bivalenti come il ferro, il magnesio, il calcio. Alcuni studi, poi, correlano l’eccesso anche alla progressione di alcuni tumori. Da qui l’indicazione di preferire sempre un uso ragionato e magari guidato da un professionista!

Uno dei sintomi di carenza, oltre alla stanchezza generalizzata, può essere la minore sensibilità ai gusti.

 

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