Bankhaus von der Heydt punta sulla blockchain

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di Francesca Vercesi 16 Luglio 2021 | 06:32

Bankhaus von der Heydt è una delle più antiche banche europee, fornisce servizi di gestione patrimoniale e di investimento e agisce come un partner di fiducia per soluzioni innovative. È diventata infatti una delle prime banche a usare la tecnologia blockchain

 

Ha una storia antichissima che la porta ad avere i piedi ben piantati per terra e la capacità di guardare avanti e di innovare continuamente. Fondata nel 1754, la banca specializzata nella gestione patrimoniale von der Heydt di Monaco di Baviera è una delle più antiche banche private europee, che già nel 1835 ha effettuato quella che si può definire una delle prime emissioni di titoli in Germania. Un’operazione finanziaria grazie alla quale, all’epoca, è stata depositata la prima pietra per l’espansione della rete ferroviaria prussiana.

 

Spazio alle criptovalute

“Oggi siamo una delle prime banche a utilizzare la tecnologia blockchain per aprire nuove strade nel mondo finanziario”, afferma Thomas Damschen, presidente del consiglio di amministrazione, 25 anni di esperienza nella gestione di capitali privati tra clienti istituzionale e individuali e nella vendita di prodotti strutturati del capital market. Il riferimento di Damschen va all’operazione appena conclusasi secondo la quale Bankhaus von der Heydt ha iniziato a usare la società Appian per automatizzare le operazioni di back-office e incrementare il proprio business bancario attraverso nuove offerte fintech. La piattaforma di automazione low-code Appian, infatti, consente alla banca di lanciare e gestire più velocemente nuovi prodotti e servizi finanziari e di accelerare i tempi di onboarding dei nuovi clienti istituzionali. “Utilizzando Appian puntiamo a conquistare nuovi mercati, guadagnare una quota di mercato significativa e fornire nuovi prodotti ai nostri clienti dieci volte più velocemente rispetto a prima. La nostra strategia per il futuro va in questa direzione”, afferma Philipp Doppelhammer, amministratore delegato e membro del consiglio di amministrazione dell’istituto.

 

Il gruppo

La banca fa parte del gruppo von der Heydt che consiste di tre entità indipendenti: al centro si trova la banca con il suo headquarter di Monaco (ha altre due sedi a Francoforte sul Meno e in Lussemburgo), ai lati ci sono una società di gestione di fondi in Lussemburgo, la von der Heydt Invest SA e una piattaforma di cartolarizzazione, la von der Heydt Securitisation SA. In qualità di amministratore delegato della von der Heydt Invest SA, Doppelhammer è molto coinvolto nella nuova strategia di riposizionamento del gruppo dal 2016. Oltre al reparto It, a quello del personale e a quello finanziario, è stato anche responsabile della gestione del rischio e ha condotto con successo l’azienda in una nuova fase, tutta orientata verso i prodotti innovativi. Come Damschen è un esperto di prodotti del capital market e sta portando avanti la trasformazione del gruppo Heydt in una realtà che fornisce soluzioni digitali sempre più evolute.

 

Supporto alle aziende

La società offre tutti i servizi di una banca tradizionale (è banca depositaria, ha i servizi di custodia, facilita le transazioni, gestisce conti fiduciari) ed è un punto fermo per le aziende essendo molto attiva nel campo del corporate finance e del private equity. Precisa l’ad: «come consulenti indipendenti abbiamo una particolare esperienza nei settori dell’energia, delle infrastrutture e delle tecnologie pulite/gestione dei rifiuti. Insieme alla nostra consociata von der Heydt Industriekapital offriamo servizi di advisory in materia di ristrutturazioni aziendali o di successione per società a media capitalizzazione”. Sul fronte dei servizi digitali, poi, la banca si è molto sviluppata sulla tokenization. Aggiunge il manager: “Oltre a fornire una custodia sicura delle attività cripto, offriamo soluzioni per la tokenizzazione, consentiamo transazioni di pagamento efficienti e forniamo un accesso al mercato sicuro dal punto di vista normativo. La nostra soluzione di pagamento combina i tradizionali pagamenti Sepa con la tecnologia blockchain».

 

Intrecci con la politica

Tutto nasce nel 1754 dai due fratelli Abraham e Caspar Kersten, che creano una la Gebrüder Kersten a Elberfeld. Caspar si ritira dalla gestione dopo pochi anni. Abraham amplia la banca e sfrutta abilmente le opportunità di business nella valle economicamente fiorente del Wupper, in Renania. Sua figlia Wilhelmine sposa Daniel Heinrich von der Heydt nel 1794, che diventa socio quattro anni dopo. Daniel, che ricopre anche numerose cariche pubbliche influenti, costruisce la banca con grande successo. Quando l’azienda passa alla generazione successiva nel 1827, il nome cambia in von der Heydt-Kersten & Sons. Il figlio August von der Heydt è poi nominato ministro del commercio prussiano (1848-1862) e ministro delle finanze (1862, 1866-69). Dal 1878 al 1929, suo nipote, August Freiherr von der Heydt, che diventa anche famoso come un mecenate delle arti (tanto che esiste un museo a suo nome), gioca un ruolo chiave nella crescita ulteriore della banca. Poiché si aspettava che i suoi due figli, August e Eduard, avrebbero perseguito altri obiettivi professionali, coinvolge Barmer Bankverein negli affari di famiglia nel 1911.

 

L’esperienza tra le due guerre

Il periodo dopo la Prima guerra mondiale è molto movimentato. Finalmente nel 1932 la banca viene rilevata dalla Berlin Commerz und Privatbank, un precursore della successiva Commerzbank, insieme al Barmer Bankverein. Durante la Seconda guerra mondiale, l’edificio della banca nel centro di Elberfeld am Neumarkt è quasi completamente distrutto dai raid aerei su Wuppertal. Dal 1943 al 1945 la banca si trasferisce temporaneamente al piano terra di Villa Schmits in Luisenstrasse 136.

La casa madre è stata poi ricostruita nel vecchio stile intorno al 1950. Alla fine degli anni ‘60, con il dispiacere di molti cittadini, l’edificio storico viene sostituito da un allora contemporaneo edificio in cemento armato a vista. Nel 1970 la banca si fonde con la filiale regionale di Commerzbank e il nome tradizionale scompare dalla facciata. Alcuni anni fa, l’involucro della società è stato rivenduto e riaperto sotto il nome attuale di Bankhaus von der Heydt a Monaco di Baviera, focalizzata sin dagli esordi sulla gestione patrimoniale.

 

Riserbo sui numeri

Sui numeri il gruppo sceglie la riservatezza totale e non rilascia alcuna informazione. In ogni caso ha una dimensione piuttosto piccola tanto che, secondo il sito thebanks.eu, Bankhaus von der Heydt è al numero 1.408° tra le banche in Germania quanto a dimensione degli asset. Nel 2019 le masse totali erano 13,18 milioni di euro. Mentre è la 17esima banca privata (bankhäuser) in Germania (su 17 banche private) con una quota di mercato dello 0,12%. Nel 2019 l’utile netto della banca è stato negativo, a -3,11 milioni di euro. Si spera ora che la tecnologia possa portare linfa nuova.

 

 

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