Come cavalcare il boom delle materie prime

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di Roberto Falzoni 8 Novembre 2021 | 06:26

Roberto Falzoni

Il 2021 si sta rivelando un anno particolarmente redditizio per gli investitori in materie prime, che siano riconducibili ai settori dell’energia, dei metalli di base o dell’agricultura.

Guadagni a due cifre

Nei primi nove mesi dell’anno il rame e lo zucchero hanno guadagnato oltre il 20%, il petrolio ha sfiorato il +50% mentre il grano è risultato in progresso di circa il 15%. Solo i metalli preziosi sono stati per il momento deludenti con l’oro in calo di poco meno del 10% e l’argento di circa il 15%.

La ripresa economica mondiale si va consolidando e, con i programmi di rilancio dei diversi paesi che si apprestano a entrare nel vivo, c’è da confidare in un proseguimento della crescita a ritmi sostenuti nei prossimi anni. La domanda di materie prime sarà tra le beneficiarie di questa fase del ciclo economico. La Cina resterà sicuramente un ago della bilancia in alcuni settori, ma le disruptions nell’approviggionamento potranno avere un impatto importante nell’evoluzione dei prezzi.

 

 

Occhio ai prezzi

Non dimentichiamoci che l’effetto inflazione e oggi più che mai d’attualità e che le commodities sono da sempre molto correlate all’evoluzione dei prezzi al consume. A questo proposito, la nostra convinzione è che il rialzo non sia un fenomeno passeggero, bensì destinato a durare. Così come a spingere i prezzi delle commodity contribuiscono i tassi d’interesse nominali e reali negativi.

 

 

Volatilità decisiva

Per i prossimi mesi ci attendiamo grande volatilità per i prezzi, uno scenario che consentirà ai migliori tra i gestori specializzati in questi investimenti di generare performance. Dal canto nostro, privilegiamo i gestori long/short, tra cui alcuni Cta.

Inoltre, nel settore delle commodities ci sono manager che sfruttano alcune peculiarita di questo mercato, come stagionalità,contango o backwardation, operando sugli spread tra i differenti mesi dell’anno.

Altri, invece, agiscono su diversi prodotti e sul loro valore relative. Si tratta di una strategia diffusa soprattutto da chi predilige il settore energetico: petrolio, gasolio e benzina senza piombo.

 

Fondi offshore

Quanto ai veicoli d’investimento, è possibile punta sugli Etf quotati specializzati su single commodities o su  gruppi di commodities dello stessa categoria. In questi casi, se si è come noi ottimisti sul future dei prezzi non rest ache prendere un’esposizione long only.

Infine, per quanto concerne i fondi attivi, va considerate che la normative comunitaria Ucits non prevede le commodities come investimenti sottostanti. Dunque, non potendo consigliare fondi specifici, non rest ache  rivolgersi al mondo degli offshore.

Un’altra possibilità è di passare attraverso la piattaforma di Deutsche Bank, vale a dire Db Select – che ha alcuni manager specializzati in questo settore.

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