Banking da reinventare

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di Angelo Deiana 10 Giugno 2022 | 07:21

Angelo Deiana

 

 

Ormai ne siamo consapevoli. Trasformazione digitale e approccio phygital/ibrido cambiano in profondità il classico modo di fare banca. In questo ambito, i pagamenti rappresentano il core business del sistema bancario perché impattano flussi di transazioni online in termini di commercio e di e-commerce, di carte di debito e di contactless payment, di Pos come di mobile payment. Dei clienti retail, come di quelli private.

 

Lavori in corso

Un mondo nuovo, in straordinaria accelerazione anche (purtroppo) grazie alla pandemia. La rivoluzione è in corso e stiamo assistendo ad una fase evolutiva in cui si allargano i settori di utilizzo e si abbassano le barriere competitive. E, nel contempo, i tradizionali servizi bancari si aprono all’entrata di nuovi soggetti.

 

Un mondo in cui il fintech è già importante in termini di quote di mercato, ma il vero, profondo cambiamento si sta verificando con l’entrata nel mercato dei pagamenti da parte di Big Tech. Queste organizzazioni sono in grado di offrire una user experience e un numero di servizi personalizzati nettamente superiore rispetto alle banche tradizionali, potendo godere di una massa critica di clienti potenziali molto importante. Un sistema in cui diventa fondamentale la dimensione e la qualità della relazione che si instaura con la clientela.

 

Contactless di uso quotidiano

Un mondo in cui, grazie all’accelerazione pandemica, il contactless payment è già entrato a far parte della nostra quotidianità. Una maggior consapevolezza da parte dei consumatori, l’evoluzione delle infrastrutture e la modalità “tap and go” del contactless, hanno incrementato questa tipologia di pagamento.

 

Emerge ormai chiaramente che i portafogli digitali possono apportare grandi vantaggi perché permettono di velocizzare le transazioni e ridurre i costi dando così impulso all’attività economica. Gli e-wallet, come in generale tutti gli m-payments, contribuiscono all’inclusione finanziaria perché consentono l’accesso ai servizi finanziari anche a fasce di popolazione che sono residenti in Paesi dove il sistema finanziario non è particolarmente sviluppato.

 

Problematiche regolamentari

Se quelli appena enunciati sono i vantaggi di mercato e di business generati dallo sviluppo dei sistemi di pagamento su base tecnologica, è chiaro che non possiamo trascurare le problematiche di carattere regolamentare che investono l’intero settore di riferimento come:

 

  • la necessità di garantire la protezione dei dati personali e finanziari degli utenti;
  • l’esigenza di assicurare un adeguato livello di sicurezza delle operazioni;
  • il bisogno di porre chiarezza sui profili di responsabilità in capo ai fornitori del servizio.

 

Margini sotto pressione

Ancora una volta vale pena di ribadire che il cambiamento è generato dall’ingresso sul mercato di nuovi operatori non finanziari (come compagnie di telecomunicazioni e società fintech) che, sfruttando l’innovazione tecnologica, stanno erodendo la posizione di dominio incontrastato delle banche nel settore dei servizi di pagamento.

 

Siamo convinti che l’ingresso di nuovi operatori può apportare indubbi vantaggi sul piano della concorrenza favorendo l’ampliamento dell’offerta di servizi, la riduzione dei costi e spingendo gli incumbent a investire nell’innovazione.

 

Un orizzonte da cui è difficile sfuggire anche per il private banking.

 

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