Mossa (Banca Generali): “Così valorizziamo i patrimoni della clientela private”

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di Andrea Giacobino 3 Agosto 2022 | 07:10

Tratto da PRIVATE in edicola

Andrea Giacobino

Dall’insicurezza per la pandemia alla paura per la guerra, passando dall’ottimismo per una solida ripresa che sembrava consolidata su binari di stimoli e politiche accomodanti, ad uno scenario sempre più complesso fatto di inflazione e inversione di rotta dalle banche centrali. In questo contesto salgono le preoccupazioni per le famiglie, che dimostrano però una crescente cognizione dell’importanza della pianificazione finanziaria e del supporto di un professionista al proprio fianco per affrontare le rinnovate sfide dei mercati. I dati Assoreti della prima parte dell’anno mostrano, infatti, una crescita della consulenza e della raccolta, sebbene a un ritmo meno forte del 2021, ma con importanti conferme nella qualità del servizio. E’ il caso di Banca Generali che sta confermando la propria leaderhip come portafoglio pro-capite e capacità di crescere a un ritmo superiore alla media del settore, contando sul rinnovato impegno per le persone, con la vicinanza del proprio lavoro e con una serie di novità nel proprio ecosistema per la protezione del patrimonio.

“Affrontiamo un contesto molto difficile in cui purtroppo stiamo assistendo al venire meno di paradigmi che ci hanno accompagnato da alcuni decenni con ripercussioni significative in ambito di politica economica e mercati finanziari. Sarebbe riduttivo ricondurre tutto agli strascichi e persistenze della pandemia, o alle conseguenze di una guerra sempre più logorante. Globalizzazione e produttività stavano già soffrendo ed i giusti sforzi di politica economica a supporto del sistema hanno mostrato anche gli inevitabili effetti distorsivi, in primis, la spinta sui prezzi”, commenta Gian Maria Mossa, amministratore delegato di Banca Generali, che sottolinea come sia importante ora più che mai la massima professionalità e l’impegno al fianco delle persone. “La vicinanza ai nostri banker e ai clienti è il nostro focus principale; siamo una squadra di persone unite nella condivisione non solo di obiettivi ma soprattutto nella responsabilità del nostro ruolo per la tutela del risparmio che è una stampella sociale fondamentale per il Paese”.

 

Considerato che siete tra le reti che più hanno costruito sulla relazione di fiducia la forza del vostro modello di business, come state vivendo le difficoltà del momento? Che atteggiamento trovate nei clienti di fronte a questi picchi di volatilità e visioni caute sul prossimo futuro?

Rispetto alle crisi del passato che innescavano meccanismi di forte emotività e conseguenti rischi di decisioni prese senza la giusta oggettività, questa volta riscontriamo crescente maturità e coscienza delle problematiche da parte dei nostri clienti che ci chiedono check-up dei portafogli e consigli su cosa fare. D’altronde la situazione attuale trova eco in molteplici variabili, come la guerra, le dinamiche inflattive ed energetiche, le mosse delle banche centrali, che coinvolgono direttamente tutti noi. Certamente c’è preoccupazione per le pressioni sui mercati su tutte le asset class e per i rischi di rallentamento della congiuntura e questo si traduce in una maggiore liquidità sui conti e un certo attendismo verso nuovi investimenti, ma oltre a questo notiamo anche un crescente interesse per i nostri servizi patrimoniali e attenzione alla professionalità che sappiamo esprimere. Continuiamo a crescere, infatti, nella consulenza evoluta, sia per la parte finanziaria sull’amministrato e il gestito, sia per l’advisory per l’impresa, per il real estate e gli equilibri patrimoniali familiari. E’ vero che abbiamo un posizionamento connotato al private e quindi la clientela dimostra maggiori sensibilità a queste tematiche, ma l’elemento che emerge con forza è proprio la qualità delle nostre persone e la capacità di cogliere i bisogni di protezione delle famiglie.

 

Il gestito però rallenta e sembra più difficile trovare soluzioni in grado di fronteggiare l’assenza di decorrelazione dal mercato…

Una pausa è quasi fisiologica, dopo anni di grandi flussi di raccolta nel mondo del risparmio gestito. Oggi, la raccolta dei fondi risente della volatilità e delle criticità all’orizzonte sui mercati. A livello di sistema, una parte consistente dei deflussi riguarda la componente obbligazionaria del portafoglio, mentre la parte azionaria continua a tenere bene grazie alle diverse forme di risparmio progressivo. Oggi è quanto mai fondamentale accelerare in questo percorso costruttivo, utile nel medio-lungo periodo: pensiamo a certi mega-trend che prescindono dalle speculazioni di breve e riguardano ad esempio segmenti di innovazione dall’energia al digitale che caratterizzano il nostro futuro. Pensiamo alle infrastrutture nell’energia o alla blockchain, per non parlare delle novità che sprigiona la nuova frontiera del web 3.0

Da un punto di vista gestionale, la parola d’ordine è flessibilità. Abbiamo mantenuto i portafogli molto scarichi di duration e spread per buona parte del 2021 e l’inizio del 2022, oggi si iniziano ad intravedere delle buone opportunità. La parte azionaria ha visto forti rotazioni settoriali e geografiche, con la componente value e i mercati azionari cinesi che hanno sovraperformato soprattutto nella seconda parte dello scorso anno. Attivismo gestionale nella componente rischio e trend di lungo periodo per cogliere la crescita, ricetta difficile ma necessaria se si vuole trarre beneficio nel medio periodo da questa incertezza. Per quanto ci riguarda, noi continuiamo ad innovare e infatti nelle scorse settimane abbiamo presentato una nuova soluzione assicurativa denominata Bg Oltre, che unisce alla protezione della gestione separata un nuovo approccio gestito ai principali trend del futuro, garantendo un avvicinamento progressivo alla clientela dalle esigenze meno complesse. Allo stesso modo abbiamo ampliato ulteriormente la nostra gamma Lux im allargando l’offerta di grandi competenze gestionali. Anche sulle gestioni patrimoniali non ci siamo fermati e proprio in questi giorni abbiamo lanciato linee con entrata progressiva per la componente equity e per la componente bond, con l’idea che il mercato nel secondo semestre possa trovare un minimo da cui ripartire. I flussi di raccolta confortano il nostro impegno. Con circa 3 miliardi di euro di raccolta netta nel semestre stiamo dimostrando la solidità del nostro modello di business con il binomio banker-cliente che possono contare su un ecosistema molto amplio di soluzioni per costruirsi la propria pianificazione su misura.

 

Nell’ultimo biennio si è parlato tanto di sostenibilità e innovazione, temi che però escono ridimensionati da questa prima parte del 2022. Ci aspetta un cambio di direzione?

Assolutamente no. Innovazione e sostenibilità sono due facce della stessa medaglia ormai intrinseche alla nostra industria. Non si tratta di propaganda ma di elementi sostanziali che garantiranno distintività nel futuro. Pensiamo al ruolo del digitale nell’interazione tra banker e cliente e alle opportunità dalle analisi sempre più accurate e finalizzate dei dati. L’innovazione è un pilastro del nostro piano triennale e stiamo lavorando con grande impegno sulle piattaforme di servizi, dal trading alla tecnologia del wallet di Conio che potrebbe rappresentare l’anticamera delle future monete digitali istituzionali, e ripensando le modalità di client experience forti del nostro modello di consulenza. Non per niente il Financial Times ci ha premiato per il secondo anno di fila come “Best Private bank in Europa” per l’uso della tecnologia.

Sulla sostenibilità invece sono convinto che la lotta al greenwashing e l’impegno dei regulator contro gli abusi nella definizione e nell’inquadramento della tassonomia, garantiranno nuovo slancio alle preposizioni. Banca Generali è stata la prima ad avvicinare le sensibilità dei clienti agli obiettivi Sdg’s dell’Onu tracciando concretamente l’impatto degli investimenti. Credo fermamente in questo percorso. Noi tutti in Banca Generali siamo uniti dalla determinazione e obiettivo di creare qualcosa di duraturo che aiuti a migliorare la vita delle persone. Nella pianificazione ma anche nell’impatto che vogliamo creare sulla comunità. Questo è il nostro modo di intendere il percorso di crescita sostenibile. La raccolta mensile ci dimostra la sintonia con i clienti visto che ad oggi su queste soluzioni siamo a 6,3 miliardi di masse Esg in gestione, pari a quasi il 15% dei nostri fondi gestiti. E oltre ai numeri un avallo al nostro viaggio arriva anche qua dagli osservatori internazionali con la testata americana World Economic Magazine che ci ha da poco nominati la private bank più sostenibile nel 2022 a livello globale.

 

Avete da poco presentato un ambizioso piano triennale e la guerra rischia di scombussolare i progetti di tutti. Vede la necessità di un tagliando per Banca Generali prima del traguardo al 2024?

Tra i colleghi c’è orgoglio e passione per quello che abbiamo e stiamo costruendo, consci della rilevanza del nostro compito al fianco delle famiglie. La strada davanti a noi non sarà facile, come non è stata in passato. Ma negli ultimi otto anni siamo stati in grado di moltiplicare per tre la dimensione della banca e le nostre persone hanno trovato il miglior ambito di crescita e realizzazione in un ambiente di ascolto e vicinanza. La guerra e la volatilità sono variabili indipendenti da noi, ma l’impegno per superare le difficoltà e uscirne sempre più forti sono nel nostro Dna. Siamo stati i primi anche quest’anno a ripartire con gli eventi in presenza in sicurezza e abbiamo ridato slancio all’importante road map di iniziative sul territorio. Per risponderle, non ci sarà bisogno di tagliando. I target a fine triennio sono confermati perché la forza del nostro piano non si basa sull’arbitrarietà dei mercati, ma sulla determinazione delle persone di Banca Generali di continuare a costruire qualcosa di unico nel nostro settore.

 

 

 

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