Private banking, una crescita che viene da lontano

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di Private 19 Ottobre 2022 | 07:40

Aipb* *Estratto dell’ultimo report annuale

Nonostante le numerose incognite a livello macro, l’industria del private banking manterrà una crescita positiva per il prossimo triennio evitando reazioni impulsive da parte dei clienti generate da un nuovo periodo di incertezza sulle prospettive economiche a livello globale. Il private banking dovrebbe proseguire la sua maggiore dinamica tra i canali distributivi, con una crescita prevista del 3,9% medio annuo (contro 1,8% degli altri) che porterà gli asset gestiti ad aumentare di 120 miliardi di euro nel triennio, arrivando ad uno stock di 1.167 miliardi di euro. Questa tendenza potrebbe condurre ad una ulteriore crescita di oltre un punto percentuale della quota di mercato degli operatori Private rispetto agli altri canali distributivi (31,4%).

 

Il nuovo scenario

I flussi netti dovrebbero crescere ad una velocità doppia rispetto a quelli degli altri canali distributivi (+2,3% medio annuo vs +1,8% degli altri canali). Nel confronto con il periodo precedente, dopo il picco osservato nel corso degli ultimi due anni, la nuova raccolta risulterà in rallentamento, riflettendo la revisione a ribasso delle stime di crescita dell’economia (era stata +4,2% nella media del triennio precedente).

Anche la performance dei portafogli private si attende in misura doppia rispetto a quella delle altre famiglie (1,6% vs 0,7%), sebbene in forte ridimensionamento (era stato 4,4% in media tra il 2019-21). Nel triennio i mercati risentono dell’aumento dell’inflazione e del rientro delle politiche monetarie, a cui si aggiunge quest’anno la maggiore volatilità e incertezza dovuta al conflitto in Ucraina.

Le sfide all’orizzonte

Interpretare lo scenario dei prossimi anni è una sfida che si fa sempre più critica per gli operatori che si occupano di gestire e amministrare la ricchezza delle famiglie. Il 2022 si è aperto con una situazione che rende difficile mettere in atto nel breve periodo le politiche di ricomposizione della liquidità auspicate.

Lo scenario di inflazione crescente potrebbe non essere sufficiente a indurre i risparmiatori a ridurre l’eccesso di liquidità. Infatti, diverse forze contribuiscono a influenzare le decisioni di investimento: da una parte l’aumento dell’inflazione potrebbe spingere i risparmiatori ad uscire dalla liquidità per preservare il potere d’acquisto del proprio risparmio, d’altra parte in un contesto come quello attuale caratterizzato da tensioni sui mercati, incertezza e shock di offerta, potrebbe invece vincere l’esigenza di restare in asset sicuri perché aumenta l’avversione al rischio. Si consideri anche che l’aumento dei prezzi e il conseguente aumento dei tassi di interesse porta con sé una maggiore remunerazione della liquidità, mentre in una prima fase pesa sul valore degli investimenti obbligazionari e anche su quelli azionari per il tasso a cui sono scontati i cash flow attesi.

 

L’impatto di tassi e inflazione

Nel complesso del triennio ci aspettiamo di confermare un andamento degli operatori del private banking positivo su tutte le componenti di gestione e amministrazione del risparmio. Sarà tuttavia uno scenario di crescita inferiore al triennio 2019-21 per il peggioramento del quadro macroeconomico e la revisione verso l’alto dei tassi di politica monetaria che vanno a pesare sulla valorizzazione delle componenti più tradizionali del portafoglio.

Nel dettaglio delle nostre previsioni, dopo la crescita anomala degli stock di liquidità (che hanno comunque mantenuto un livello fisiologico in termini di peso sul portafoglio Private), nel biennio 23-24 la raccolta diretta inizierà a ricomporsi a favore degli strumenti investiti, portando la crescita nel prossimo triennio a un tasso vicino al +1%, contro la media di +3,9% del totale delle masse. Di conseguenza il peso del comparto sui portafogli èrivate tornerà a livelli non solo più bassi di quelli pre-Covid, ma che non si raggiungevano dal 2017 (14,4%).

La tenuta del gestito

Ci aspettiamo una migliore tenuta degli investimenti nel comparto gestito delle famiglie che si affidano a un servizio private, affiancate da una offerta in grado di proporre strumenti adeguati ad affrontare la situazione e cogliere le opportunità sui mercati (+5,2%). Anche il peso di questo comparto acquisirà una rilevanza mai più riscontrata negli ultimi quattro anni (41,2%). Mentre la clientela degli altri operatori, caratterizzata da profili più prudenziali, potrebbe vedere un rallentamento più forte, addirittura dimezzato della crescita delle componenti gestite (+3,3%).

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