Fumagalli: “Così Banco Desio va alla conquista della clientela private”

Francesca Vercesi

 

A fine 2021 Banco Desio ha comunicato di voler raggiungere 10 miliardi di masse entro il 2024 tramite crescita organica ma anche attraendo nuovi banker. Gli obiettivi restano, nonostante il difficile contesto macroeconomico e dei mercati. Ne parliamo con Cristian Fumagalli, a capo del wealth management.

 

Cominciamo dal suo profilo personale. Nella carriera di un manager contano le competenze, ma anche l’indole e la capacità di coordinare i collaboratori. Quali aspetti del suo carattere hanno inciso maggiormente nel suo percorso professionale?

Mi caratterizza il senso di responsabilità nel lavoro come nella vita privata, il desiderio di costruire qualcosa. Lo faccio con piacere, è un impegno che sento di avere anzitutto verso coloro che mi hanno preceduto.

 

Quali sono le sue passioni e come riesce a farle conciliare con gli impegni lavorativi?

Nel lavoro, nello sport e nella famiglia mi diverto con il gioco di squadra. Sono uno sportivo e la lealtà, la fiducia, l’impegno sono valori che cerco di trasferire anche alle persone con cui collaboro.

 

Passiamo ai mercati. Cosa sta succedendo?

I mercati presentano volatilità tipiche e non possono frenare investimenti e ambizioni di medio termine. Ampliamento dei prodotti, specializzazione dei servizi e una nuova piattaforma di consulenza in collaborazione con il maggior player italiano rappresentano l’evoluzione di un modello di wealth managment relazionale, personale e orientato alla soddisfazione. È proprio nel modo di interpretare i momenti come quelli attuali che si determina il successo del futuro.

 

Come potrebbe sintetizzare a un private banker la vostra strategia sull’anno in corso?

In quattro linee di azione: nuovo modello organizzativo con la genesi dei family team, gruppi coordinati da banker senior insediati in nuovi private center; nuovi prodotti e servizi per dialogare con il cliente anche nei suoi momenti di vita fuori dall’ordinario; centralità della relazione impresa/imprenditore, con l’acquisto del 15% di Anthilia sgr per rappresenta il perno per indirizzare lo stock di risparmio immobilizzato e diretto verso le Pmi meritevoli di supporto all’espansione. Ma ogni evoluzione non può prescindere dalla quarta leva, fondamentale: il cliente ci chiede una gestione dei risparmi responsabile e sostenibile soprattutto nelle fasi ribassiste dove il servizio gestioni patrimoniali e consulenza del Banco Desio punta a generare extraperformance.

 

Cosa rappresenta per voi la recente partnership con Anthilia?

Ci consente di presentarci con un modello di offerta aperto e indipendente sempre più completo ma nello stesso tempo confermiamo la nostra attenzione nei confronti dell’economia reale italiana promuovendo alle nostre imprese nuovi servizi di finanziamento e corporate advisory che Anthilia eroga con competenza e affidabilità ben note sul mercato.

 

La struttura intermedia quasi 7 miliardi di euro di masse, siete presenti al nord e centro Italia con 234 filiali e 70 private banker. Quali sono gli obiettivi numerici del futuro?

L’ambizione di 10 miliardi nel medio termine è un passo deciso per l’ingresso nei pesi medi degli attori di wealth management. Una crescita alla quale parteciperà in pari misura l’aumento dello share of wallet dei nostri clienti e la crescita esterna grazie al reclutamento di più di 20 private banker nei prossimi tre anni. L’indice di customer satisfaction è particolarmente elevato e ci pone nella condizione ideale per crescere dimensionalmente.

 

Quali sono i piani di sviluppo della banca e quali le strategie in cantiere sul fronte del wealth management?

Il Banco Desio gode di indici di solidità e remunerazione del capitale tra i migliori del mercato: la trimestrale al 31 marzo indica un Cet1 al 16,6% e un Roe annualizzato all’8,4%. La condizione di particolare salute accanto a un’azionista stabile e vicino alla banca abilitano la possibilità di investire, come il recente ingresso nel capitale di Anthilia sgr o l’acquisto di 48 sportelli da Bper. Come wealth management stiamo molto attenti alla realizzazione del piano operativo recentemente deliberato dal nostro cda e guardiamo con attenzione a tutti i movimenti di mercato.

 

Come si fa a fare bene wealth management e sviluppare una relazione costruttiva con le imprese, con le banche che faticano a erogare prestiti?

Non sono d’ accordo con l’accusa rivolta al sistema. I bilanci bancari dimostrano al contrario quanto sia stato fondamentale e concreto il supporto a imprese e famiglie nel biennio di Covid, anche grazie alle garanzie statali accessibili e gratuite. Il Banco Desio prosegue nel trend di crescita degli impieghi anche nel 2022. Il rapporto con le imprese e i suoi imprenditori è stretto e costante, come una banca territoriale quale siamo ha sempre fatto e deve saper fare. La fiducia con gli imprenditori si è quindi consolidata, anche grazie alla gestione controllata dei risparmi personali, capacità molto importante soprattutto quando le condizioni economiche minacciano i flussi di cassa aziendali futuri.

Questa è la nostra ricetta per sviluppare relazioni costruttive con le imprese: vicinanza e gestione condivisa della relazione con gli imprenditori tra gestore impresa e private banker.

 

Prevedete nuovi servizi?

Tra le priorità del piano, stiamo costruendo il servizio di consulenza non finanziaria deputato a supportare la rete wealth nel fornire ai clienti private accesso alle migliori competenze e servizi interne o esterne in tema di fiscalità anche estera, passaggi generazionali, gestioni personalizzate e corporate advisory. La collaborazione con importanti studi professionali sul territorio permette alla nostra clientela e in particolare ai nostri imprenditori di trovare soluzioni adeguate alle proprie esigenze.

 

Banco Desio ha sottoscritto con Bper Banca un accordo per l’acquisto di due rami d’azienda composti da un totale di 48 sportelli bancari. I rami d’azienda sono caratterizzati da un prodotto bancario lordo al 31 dicembre 2021 pari a circa 4 miliardi di euro. L’operazione è in linea con gli obiettivi del piano strategico orientati a consolidare la vocazione di banca del territorio focalizzata sui segmenti di clientela prioritari, ossia pmi, affluent e wealth management. Ci spiega?

Consideriamo la rete di sportelli l’asset strategico con il quale attivare il modello di servizio relazionale e di prossimità. La digitalizzazione facilita l’attivazione di numerosi servizi ma non esaurisce la piattaforma di offerta della nostra banca. Banca del Territorio significa banca presente sul territorio. L’acquisto di sportelli è quindi la nostra missione core: grazie ai colleghi che lavorano nelle filiali lavoreremo intensamente per aumentare l’offerta alle imprese e alle famiglie i risparmi gestiti dai nostri private banker e gestori personal e affluent.

 

 

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