Mediobanca, il wealth management col vento in poppa

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di Redazione 28 Ottobre 2022 | 10:18

Dopo aver visto ieri per sommi capi i principali risultati della trimestrale di Mediobanca, entriamo oggi nel dettaglio di quanto il wealth management di Piazzetta Cuccia ha fatto nel corso degli ultimi tre mesi. Analizzando il bilancio i risultati sonoin crescita in un contesto di mercato difficile, sostenuti dal posizionamento distintivo e dal rafforzamento dell’offerta: ricavi +15% a quasi €200m, TFA a €81mld (+8% a/a, +1% t/t), attività commerciale sostenuta (NNM pari a €1,3 mld di AUA/AUA nel trimestre) ed ai migliori livelli del comparto. Infine utile netto salda a 43,7 milioni, consolidando la crescita tendenziale degli ultimi trimestri (+35% a/a; +53% t/t); i ricavi sfiorano i 200 milioni (198,7 milioni; +15% a/a e +8% t/t) dopo l’ulteriore crescita delle commissioni (da 95,9 a 112,3 milioni nei 12 mesi; +7,6% nei tre mesi) ed il maggior contributo del margine di interesse (+14% da 73,7 a 84 milioni; +11% t/t) trainato dal nuovo contesto dei tassi; il ROAC sale così dal 27% al 37% con un indice costi/ricavi in calo al 65,2% (71,4%).

Entrando ulteriormente nel dettaglio dei numeri della divisione, la raccolta netta (Net New Money) del trimestre ammonta a 1,1 miliardi, con un contributo significativo dalla raccolta indiretta (+1,3 miliardi);
le TFA saldano a 80,9 miliardi, con un effetto mercato pressoché neutrale (-0,5 miliardi) grazie all’asset allocation conservativa e all’apprezzamento del dollaro; prosegue il rafforzamento della struttura distributiva: +13 professionisti nel trimestre a 1.173, di cui 1.033 nel Premier (512 gestori e 521 promotori finanziari, +10 complessivamente) e 140 nel Private (+3); Prosegue l’ampliamento dell’offerta prodotti, che ha privilegiato strumenti idonei alle condizioni volatili dei mercati.

Nello specifico, Mediobanca Private Banking ha collocato circa 300 milioni tra certificati e note di investimento di credito (circa 200 milioni) e ha introdotto nuove linee tematiche di Gestione Patrimoniale con strategie obbligazionarie Buy&Hold. In ambito Private Markets, è stato completato un altro co-investimento diretto in società internazionali ed altamente innovative per un controvalore complessivo di 30 milioni. Nel segmento real estate si segnala un’ulteriore operazione di 250 milioni di investimento diretto in immobili di pregio, con l’acquisto del trophy asset di Via Montebello a Milano (quarta iniziativa di real estate riservata) e un’operazione di acquisizione di una PMI italiana ad alto potenziale tramite Club Deal, all’interno del programma di Investimento TEC, pari a 35 milioni. Prosegue con efficacia la collaborazione con il Corporate & Investment Banking nel coverage congiunto che ha permesso di intercettare tre operazioni di M&A, generando 150 milioni di nuove masse.

CheBanca! ha collocato un’obbligazione Mediobanca a tasso fisso step-up a 4 anni con volumi per oltre €200m. Per quanto relativo alle soluzioni gestite con la volontà di favorire sempre più il concetto di sostenibilità nel mondo degli investimenti, è stata lanciata la seconda delega di Mediobanca Sgr con Nordea. Sul fronte assicurativo, insieme al partner Genertel, è stata lanciata la nuova polizza Premier Life che permette di investire con un approccio progressivo ma cauto verso i mercati e annovera tra i fondi interni uno di nuovo lancio, 100% Esg. Mediobanca SGR ha supportato l’offerta a servizio della clientela del Gruppo continuando ad integrare la gamma dei prodotti; nel trimestre sono entrate due nuove linee di gestione patrimoniale per la Divisione Private Banking caratterizzate da un’esposizione puramente obbligazionaria (strategie Buy&Hold, 4Y IG e 4Y IG Plus) e due nuovi fondi (Target Maturity Diversified Credit Portfolio 2025 e Mediobanca Nordea Global Climate Engagement).

Infine, è partito il servizio di advisory e supporto all’asset allocation per le Gestioni Patrimoniali monegasche. Cairn Capital ha continuato la sua traiettoria di crescita con inflows nel fondo European Loan e capitalizzando la performance (+14%) dei fondi distressed (ex-Bybrook). Le masse sono salite a 8,5 miliardi. RAM ha lanciato, il fondo NextGen, un target maturity dedicato alla clientela Premier che, a dispetto della difficile congiuntura dei mercati, ha raccolto 50 milioni. I fondi multi-asset e long/short hanno dimostrato una certa resilienza nel 2022, dopo un 2021 molto positivo, mentre il fondo long–only Emerging Markets Equity continua a sovraperformare l’indice di riferimento (+4,5% nei primi 9 mesi del 2022). La raccolta netta (NNM) dei primi tre mesi, pari a 1,1 miliardi, deriva interamente dalla componente indiretta, suddivisa tra Private (0,7 miliardi) e Premier (0,7 miliardi); i depositi diminuiscono di 160 milioni. Le attività gestite per conto della clientela (Total Financial Assets – TFA) raggiungono gli 80,9 miliardi (+7,5% rispetto allo scorso anno) con circa 500 milioni di effetto mercato negativo. Il segmento Premier contribuisce per 33,7 miliardi (+0,8% rispetto a 12 mesi fa), di cui 16,7 ex AUM/AUA, (+2,7%), il Private per 35 (+12,8%), di cui 23,4 ex AUM/AUA, (+6%) e l’Asset Management per 25,4 miliardi (masse lorde+13,4%). Le masse qualificate passano da 49,1 a 52,3 miliardi (+6,5%). I prodotti della divisione Asset Management collocati all’interno del Gruppo si attestano a 13,2 miliardi (11,6 miliardi). Passando al conto economico, i ricavi Wealth Management crescono del 15,3% (da 172,3 a 198,7 milioni) con tutte e tre le unità in aumento: Premier +5,1%; Private +26,6% e Asset Management +31,1%.

In dettaglio il margine di interesse aumenta del 14% (da 73,7 a 84 milioni) beneficiando dell’aumento dei tassi di mercato a breve che si riflette, soprattutto nel Private, nei rendimenti degli impieghi a fronte di una remunerazione dei depositi sostanzialmente invariata, mentre le commissioni sono cresciute del 17,1% (da 95,9 a 112,3 milioni; +7% t/t), con un contributo significativo su tutte le forme tecniche.

I costi di struttura aumentano da 123 a 129,5 milioni (+5,3%) per il maggior costo lavoro (+8,3%, da 62,6 a 67,8 milioni) che riflette il rafforzamento della struttura (+52 risorse); le spese amministrative salgono del 2,2% (da 60,4 a 61,7 milioni) principalmente per IT (ampliamento di servizi “core banking” e “front end banker”), di gestione delle sedi e per la progettualità (miglioramento servizi di pagamento e di gestione dei crediti lombard, rinnovamento della procedura AML). Le rettifiche su crediti si riducono da 4,2 a 1,9 milioni per il basso tasso di default dei mutui ipotecari CheBanca! e tenuto conto del buon livello di provisioning effettuato lo scorso esercizio; il contributo Private salda a 0,6 milioni. Il costo del rischio risulta così di 5bps (12bps lo scorso anno). L’utile netto sconta le valorizzazioni negative dei fondi seed in portafoglio (-3,2 milioni) e talune poste non ricorrenti (-1,5 milioni). Gli impieghi creditizi della divisione saldano a 15,8 miliardi (15,3 miliardi lo scorso giugno), di cui 11,4 miliardi di mutui residenziali (sostanzialmente invariati per l’effetto negativo di circa 300 milioni legato alle coperture della componente a tasso fisso) e 4,3 miliardi di finanziamenti Private (3,9 miliardi). L’erogato in mutui dei primi 3 mesi è pari a 621 milioni (+73% rispetto a 12 mesi fa). Le attività deteriorate lorde passano da 222,2 a 217,4 milioni (pari all’1,4% degli impieghi) e riguardano prevalentemente i mutui ipotecari di CheBanca! (190,8 milioni, pari all’1,6% del totale) su base netta rappresentano lo 0,8% (95,8 milioni, di cui 32,5 milioni di sofferenze) con un tasso di copertura in crescita al 49,8% (66,8% sulle sofferenze), la quota Private lorda è di 26,6 milioni (0,6% del totale), di cui 12,3 milioni ex CMB Monaco (su base netta scendono allo 0,3%). I mutui classificati a Stage2 flettono da 781,5 a 747,2 milioni (6,5% del totale), la quota Private aumenta da 56,7 a 67 milioni. Le moratorie concesse sui mutui ipotecari sono pressoché azzerate a 17,4 milioni (19,6 milioni lo scorso giugno) mentre non sono presenti moratorie sul comparto Private.

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