La fragilità della bellezza: vini preziosi

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di Private 25 Gennaio 2023 | 09:09

Di Giacomo Nicolella Maschietti

 

Mai come nel 2022 abbiamo potuto percepire contemporaneamente la fragilità e la bellezza di un settore come quello del vino. La stagione è stata salvata grazie ad un paio di giorni di pioggia (di numero) nel mese di agosto. Fino a quel momento i terreni non avevano assorbito acqua a sufficienza a causa di una delle estati più secche della storia. Le viti hanno regalato fortunatamente un vino molto strutturato, tannico, che vedremo in tavola tra qualche anno. Il tema è fino a quando saremo in grado di produrre i vini più apprezzati al mondo (assieme ai francesi) con questo progressivo innalzamento delle temperature, aumento dei periodi siccitosi e al contempo degli eventi meteo estremi. Il panorama è chiaro: per produrre vini di qualità sarà sempre più necessario adoperare la tecnologia, per proteggere delle piante che oltre ad esser molto belle celano una grande fragilità. I vini degli anni passati, se non dei decenni, vanteranno ulteriormente interesse sul mercato, e saranno sempre di più visti non solo come una passione ma anche come un ottimo investimento. Il vero problema non è infatti vendere, semmai trovare una bottiglia di pregio. Private ha voluto allora intervistare l’esperto Alessio Leonardi, del dipartimento Wine & Spirits della casa d’aste Wannenes, che ha appena concluso una vendita di grande successo dedicata ai vini e ai distillati pregiati.

 

1 – Diventano sempre più preziose le bottiglie pregiate alle aste. Difficili da reperire, facili da aggiudicare. Sarà questo il trend anche per il 2023?

 

Il trend è chiaro ed evidenzia un progressivo aumento degli investimenti nel settore dei vini e dei distillati. Analizzando gli esiti delle aste degli ultimi anni abbiamo piena conferma di questa tendenza con numeri e risultati che segnano una crescita costante nel tempo. Le etichette pregiate sono sempre di più un asset su cui scommettere e per le quali i collezionisti, gli appassionati e gli intenditori fanno a gara per aggiudicarsele.

 

2 – Investire in vini pregiati, quali le regole da seguire secondo l’esperto?

 

La prima regola a cui deve sottostare un vero collezionista è investire in ciò che gli piace. Successivamente è necessario approfondire la direzione del mercato evitando bolle e speculazioni. Se si guarda al nostro territorio è evidente come l’Italia sia un paese ricco di una grande diversità enologica e questo potrebbe generare confusione sull’orientamento dell’impiego dei capitali. Sono sempre solide in questo senso le regioni must come la Toscana rappresentata dai Supertuscan e il Piemonte con i sui pregiati Barolo. A questi big si aggiungono però altre realtà che evidenziano una produzione più ricercata e in forte crescita rispetto alla domanda: l’Abruzzo e la Sicilia, territori dove in passato il vino veniva prodotto in “quantità”, si stanno attestando sempre più come produttori di etichette di nicchia nate da una grande competenza e selezione. Pensiamo, per esempio, ai vitigni dell’Etna e l’apprezzato Montepulciano.

 

3 – Le vendemmie 2022 sono state a rischio a causa della siccità. Sarà sempre più difficile fare il vino di qualità? I prezzi sono destinati a salire?

 

Nonostante la scarsità di acqua di quest’anno la produzione vinicola del 2022 si sta comunque dimostrando un’annata interessante con una produzione abbondante di uve che, come ha affermato Riccardo Cotarella, Presidente di Assoenologi, “hanno una qualità che va dal buono all’ottimo” grazie alle piogge “intelligenti” di agosto e la ricerca che si conferma fondamentale.

Questo dimostra come adattarsi alle condizioni climatiche a cui si sta andando incontro è una forte prerogativa del nostro territorio. A questa capacità si affianca il magnifico lavoro di chi cura le vigne che con abilità e competenza riesce sempre a selezionare un prodotto di livello. Detto questo non sfugge che per le coltivazioni di nicchia i prezzi tenderanno ad aumentare a causa delle difficoltà dettate dal meteo e dalla mancanza di piogge.

 

4 – Il mercato della vostra casa d’aste è più nazionale o internazionale? Da dove si compra?

 

Il nostro mercato è un ibrido: abbiamo il singolo collezionista che desidera una specifica bottiglia di uno specifico anno, fino al grande dealer che sa che per comprare un prodotto d’annata deve per forza rivolgersi a noi.

Il mondo ambisce ai prodotti italiani e l’Italia risponde con un’offerta sempre più alta e raffinata. Inoltre, grazie all’apertura generata dalle aste in modalità web-only, i confini e le richieste sono di respiro nazionale ed internazionale in egual misura e sono avvantaggiate dalla stessa facilità di partecipazione.

 

5 – Tre vini italiani che non possono mancare in una buona collezione

 

Domanda complessa. Se dovessi scegliere non potrei rinunciare ad un buon Barolo di Angelo Gaja, come anche ad un Amarone della Valpolicella di Giuseppe Quintarelli e ad un Masseto dove ”I cipressi che a Bólgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar” reso immortale anche dai versi di Giosuè Carducci.

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