Arte: i ritratti di Nathaniel Mary Quinn in mostra a Firenze

di Alessia Zorloni

Uno, nessuno e centomila: i ritratti di Nathaniel Mary Quinn, sono volti frammentati, fitti di richiami alla storia dell’arte, che l’artista realizza con una meticolosa attenzione ai particolari. Fino all’11 marzo 2024 il Museo del Novecento e il Museo Bardini a Firenze ospitano “Nathaniel Mary Quinn. Split Face”, la prima monografica dell’artista in Italia, curata da Sergio Risaliti e Stefania Rispoli. Una mostra importante che nasce come un dialogo tra diciassette opere dell’artista – tra cui cinque site-specific, commissionate appositamente per la mostra – e i maestri della ritrattistica del Rinascimento e del Novecento italiano, dando vita a un’affascinante rete di corrispondenze e assonanze.

 

Le origini

Nato a Chicago nel 1977, Nathaniel Mary Quinn è cresciuto in uno dei più grandi complessi di residenzialità popolare noto come Bronzeville, quasi interamente riservato alla comunità afroamericana. “Sono cresciuto vedendo sparatorie e omicidi. Tutti coloro che vivevano lì erano testimoni della povertà e della criminalità. Sapevi che in giovane età avresti potuto essere ucciso”, ha detto l’artista. Negli anni ha perfezionato uno stile pittorico unico nel suo genere che affonda le sue radici tanto nel passato, richiamando alla mente la scomposizione e il collage tipici delle avanguardie storiche, quanto nella cultura visiva contemporanea.

 

La poetica

Profondamente influenzata dal cubismo e dal surrealismo, la sua arte rende omaggio a grandi artisti come Velázquez, Picasso, e soprattutto Francis Bacon. A questi riferimenti si aggiunge il vissuto personale dell’artista che, nato e cresciuto in un sobborgo popolare di Chicago, riporta sulla tela l’improvvisazione tipica della musica jazz, trasformando ogni quadro nella vera e propria visualizzazione di un diverso brano musicale. Quella che emerge dai volti di Nathaniel Mary Quinn è un’umanità dirompente, sfigurata e ricomposta. “Ciò che mi interessa – spiega Quinn – è catturare l’essenza delle persone che dipingo. Il collage, frammentario per eccellenza, è il mezzo perfetto per esprimere l’identità di una persona, che è sempre sfaccettata e poliedrica, complessa e mai del tutto unitaria”. Con un linguaggio anti-accademico, che risulta sempre originale e spiazzante, l’arte di Quinn rappresenterà uno “shock” per Firenze, sottolinea Sergio Risaliti.

 

Il mercato

Nathaniel Mary Quinn vive a New York e il suo lavoro, rappresentato dalla Gagosian Gallery e della Almine Rech, è presente nelle collezioni dell’Art Institute of Chicago, del Centre Pompidou di Parigi, del Crystal Bridges Museum of American Art, del Museum of Contemporary Art di Los Angeles e del San Francisco Museum of Modern Art.

In asta le sue opere possono essere acquistate con una cifra compresa tra i 70.000 e i 190.000 €. È il caso, per esempio, di Choir Rehearsal del 2017, un carboncino di 79,3 x 79,3 cm battuto da Sotheby’s a New York a novembre 2023 a 87.466 €.

 

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