Wine & Spirits da collezione

Di Giacomo Nicolella Maschietti

 

 

 

Economia e geopolitica sfavorevoli hanno causato una flessione nei prezzi alle aste 2023, in tutti i comparti. Buoni segnali di inizio 2024 stanno però incoraggiando collezionisti di tutto il mondo ad acquistare nuovamente con entusiasmo. Il mercato wine & spirits alle aste offre innumerevoli fasce di prezzo e di operatività: dalla bottiglia nazionale di nicchia al nome di grido, al distillato da collezione. Secondo iDealwine (piattaforma di riferimento per le aste di vini pregiati e la valutazione dei Grand Cru, fondata nel 2000) lo scorso anno la Top 5 delle regioni più ricercate in termini di valore sono state: Borgogna (40%), Bordeaux (31%), Valle del Rodano (10%), Champagne (5,6%) e Valle della Loira (3,3%). Mentre in termini di volume, le posizioni si invertono fatto salvo per il Rodano che mantiene la sua terza posizione, il primo e secondo posto vanno a Bordeaux e Borgogna, con Loira e Champagne rispettivamente al quarto e quinto posto.

 

A caccia di opportunità

Anche per le bottiglie di pregio di casa nostra ci sono molte opportunità e innumerevoli piattaforme dove avventurarsi alla ricerca di vini eccezionali e da collezione. PRIVATE ha voluto intervistare Luca Giordana, docente ai corsi di formazione per sommelier presso l’Associazione Italiana Sommelier e responsabile del dipartimento Wine & Spirits di Wannenes casa d’aste.

 

Che anno è stato il 2023 per il mondo Fine Wines & Spirits nelle aste online? Qual è la temperatura del mercato attuale?

Il 2023 ha confermato un trend in crescita. Il mercato dei collezionisti e delle aste di vino e spirits è ancora piccolo in termini numerici, soprattutto se paragonato al mercato globale, ma se ne parla sempre di più e negli ultimi anni sembra non conoscere crisi.

Nell’ultimo periodo si è registrato un aumento generale dei volumi battuti all’asta ma anche un aumento del prezzo medio per bottiglia, a conferma di un mercato florido che attira sempre più collezionisti, operatori del settore ed appassionati di vino.

L’avvento delle aste online ha certamente influito sui risultati ottenuti negli ultimi anni. Le aste battute su piattaforma digitale hanno reso maggiormente accessibili bottiglie di pregio ad appassionati, piccoli collezionisti e rivenditori indipendenti, che in questo modo hanno alimentato e ravvivato il  mercato.

Il settore delle aste di fine wines & spirits è in costante mutamento, con nuovi protagonisti che entrano a farne parte. Anno dopo anno, si trova ad affrontare  importanti cambiamenti, nuove sfide e grandi opportunità. La disponibilità dei diversi prodotti, le dinamiche economiche, l’inflazione, le politiche fiscali e l’evolversi della situazione geopolitica mondiale, sono solo alcune delle variabili che hanno largamente influenzato  l’andamento dei prezzi e il successo di questo mercato.

 

Diventano sempre più preziose le bottiglie pregiate alle aste. Difficili da reperire, più semplici da aggiudicare. Sarà questo il trend anche per il 2024?

Le etichette e le cantine che hanno valore nel mercato delle aste sono ancora poche e quindi sempre più difficili da reperire ma, proprio per questo, molto facili da commercializzare.

Per molti anni, questo settore è stato appannaggio esclusivo dei vini francesi con etichette provenienti prevalentemente dalle regioni di Bordeaux, Borgogna, Champagne e Valle del Rodano. Oggi i francesi, ed in particolare Borgogna e Bordeaux, continuano a farla da padrone, ma anche l’Italia è diventata sempre più protagonista nelle aste e nel mercato dei collezionisti. Con i suoi brand ed i suoi territori di punta, concentrati soprattutto in Piemonte ed in Toscana, l’Italia negli ultimi anni si è saputa ritagliare una fetta consistente di mercato occupando uno spazio di rilievo nelle aste battute sia nel nostro Paese che nel resto del mondo.

Molte aziende italiane hanno anche capito come le aste siano uno strumento importante per costruire il valore del proprio marchio nel mondo. Siamo in un’epoca in cui le grandi collezioni di vino e spirits non sono più soltanto appannaggio dei ristoranti blasonati i quali si trovano spesso ad avere dei limiti nell’acquisto e nella proposta di vini, ma sempre più frequentemente appartengono a collezionisti privati collocati in ogni angolo del pianeta.

Il 2024 confermerà questo trend, con delle solide certezze e con qualche interessante sorpresa.

 

Investire in vini pregiati, quali le regole da seguire secondo l’esperto? 

Conoscenza e competenza sono fondamentali per sapersi muovere all’interno di un mondo molto vasto, quale quello del vino. Saper riconoscere la qualità ed il valore di un vino grazie alla conoscenza dei territori, delle annate e del mercato è molto importante per capire dove orientare le proprie scelte e su quali etichette puntare. Investire nell’acquisto di vini ormai molto ricercati e talvolta speculati, può essere semplice ma allo stesso tempo rischioso.

Un buon investimento spesso nasce dalla scelta di vini di grande qualità provenienti da aziende di ottimo livello, ma non ancora così note nel circuito dei collezionisti oppure nell’acquisto di partite di vino da annate potenzialmente eccellenti e molto longeve. La disponibilità di certi vini rispetto alla richiesta ne condiziona il prezzo, sia relativo alle annate recenti, sia nel lungo periodo.

Una bottiglia non è solo un oggetto per collezionisti ma anche un prodotto da bere e di cui saper godere. I grandi vini sono proprio quelli in grado di garantire un’estrema qualità, complessità e fascino, soprattutto dopo una lunga evoluzione nel tempo.

A tutto questo si aggiunge un aspetto non di poco conto, ossia la necessità da parte del collezionista di acquistare in sicurezza un prodotto autentico e in buono stato di conservazione. Affidarsi ad una casa d’aste significa affidarsi ad un team di esperti che controlla accuratamente ogni bottiglia, verifica le condizioni di conservazione, l’autenticità e lo stato dell’etichetta e della chiusura, garantendo la massima soddisfazione per ogni cliente.

 

E per i fine Spirits, qual è lo stato dell’arte?

 

 

 

Il mercato degli spirtis continua a crescere di anno in anno anche all’interno delle aste rispecchiando un andamento generale positivo per  questo settore.  Anche in questo caso i grandi marchi non soffrono la crisi e ogni anno raggiungono nuovi record di prezzo, a dimostrazione di come i collezionisti si orientino facilmente verso brand blasonati e conosciuti. Ad  orientare il mercato  e a raggiungere le quotazioni più alte sono i grandi brand di whisky scozzese e giapponese, ma anche le etichette di riferimento nel panorama del cognac e armagnac, a cui seguono i marchi più ricercati di porto, rum, bourbon e calvados.

 

 

Tre vini italiani che non possono mancare in una buona collezione?

Mi vengono in mente: Giacomo Conterno Monfortino, Barolo Riserva Docg; Biondi Santi Tenuta il Greppo Riserva, Brunello di Montalcino Docg; Giuseppe Quintarelli Amarone della Valpolicella Classico Riserva Docg. Tre etichette che racchiudono la storia, la qualità ed il valore delle più importanti zone vitivinicole italiane.

 

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