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ETF boom anche nel 2017: in Italia gli Aum sfiorano i 60 miliardi, nel mondo prosegue la corsa

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Il settore globale degli ETF ha raggiunto un patrimonio gestito complessivo (AUM) pari a oltre i 4,5 trilioni di dollari. L’Aum di iShares ha chiuso l’anno a quota 1,754 trilioni di dollari.

Marco Barlassina di Marco Barlassina11 gennaio 2018 | 12:09

E’ proseguita anche nel 2017 la crescita di ETFPlus, il mercato dove vengono negoziati ETF, ETC/ETN e OICR aperti. Nel 2017 gli strumenti quotati sono saliti a 1.226; durante il 2017 sono stati quotati 114 ETF, 13 ETC/ETN e 20 OICR aperti, per un totale di 147 nuovi strumenti. Dell’offerta presente su ETFplus, sono inoltre entrati a fare parte 8 prodotti PIR compliant (3 ETF e 5 fondi aperti).

Gli asset under management hanno superato quota 58,9 miliardi per gli ETF, mentre l’Aum degli ETC/ETN si è attestato a quota 6 miliardi e l’Aum degli OICR aperti a quota 278 milioni di  euro.

Il mercato ETFPlus ha raggiunto una media giornaliera di 385,4 milioni di euro e più di 17.000 contratti. Complessivamente sono stati scambiati 96,7 miliardi di euro e oltre 4,3 milioni di contratti.

Emanuele Bellingeri, Responsabile per l’Italia di iShares (BlackRock) ha commentato: “In Italia il mercato degli ETF nel 2017 ha evidenziato dei segnali molto positivi, in particolare per iShares ha segnato una crescita organica delle masse superiore al 15%”. Guardando al futuro, riteniamo che l’introduzione della MIFID II costituirà un catalizzatore importante per la transizione verso gli ETF e le strategie di indicizzazione in senso lato. Prevediamo che l’adozione degli ETF da parte degli investitori istituzionali e l’affermazione di servizi di consulenza a parcella per gli investitori retail registreranno una sensibile accelerazione, alla luce della maggior consapevolezza dei benefici dei prodotti indicizzati in ottica di efficienza, trasparenza e flessibilità nell’implementazione delle strategie di investimento a breve e lungo termine.”

In un anno cruciale per gli ETF e l’indicizzazione, la divisione di iShares di BlackRock si è espansa a un ritmo più veloce che mai, con afflussi da record pari a 246 miliardi di dollari, portando per la prima volta il settore globale degli ETF a un patrimonio gestito complessivo (AUM) pari a oltre i 4,5 trilioni di dollari. L’Aum di iShares ha chiuso l’anno a quota 1,754 trilioni di dollari, fra cui 1,33 trilioni di dollari in azioni e 427 miliardi di dollari in titoli a reddito fisso e afferenti alle materie prime.

La crescita del mercato italiano si inserisce in una traiettoria di espansione che ormai da più di 15 anni si registra a livello mondiale.

I numeri del fenomeno ETF

All’interno dell’universo “passivo”, il patrimonio investito a livello globale in ETF superava i 3.500 miliardi di dollari a  ne 2016, con una raccolta annua di quasi 380 miliardi. Il settore ha raggiunto, in pochi anni, la quota dei 6.000 strumenti quotati sui mercati regolamentati globali, a testimonianza dell’evoluzione dell’offerta e del passaggio dalla logica di completamento della gamma a una logica di innovazione di esposizioni esistenti.

Il numero elevato di strumenti quotati evidenzia anche la differenza tra le diverse esigenze dei clienti nelle varie aree geografiche, oltre alle differenze fra le diverse strutture dei mercati regolamentati.

Secondo quanto documentato da AIPB nel volume “Fondi comuni ed ETF nel Private Banking (2017)”, la crescita del mercato nel corso degli anni è stata esponenziale: l’industria ha impiegato 10 anni per raccogliere i primi 1.000 miliardi, 4 per i secondi 1.000 miliardi e solo 3 per aggiungere altri 1.000 miliardi. Sta inoltre cambiando la composizione delle masse tra attivo e passivo: oggi la quota di investimenti indicizzati nei fondi americani vale oltre il 30% (solo nel 2007 il 18%).

Il mercato statunitense ha fatto da apripista a questa industria e oggi rappresenta circa il 70% delle masse globali. Negli Usa gli ETF sono oggi fra gli strumenti maggiormente capitalizzati e la loro quota di volumi sul totale negoziato sul mercato azionario rappresenta mediamente tra il 25% e il 40%. Gli ETF sono stati anche il principale motore di crescita dell’industria passiva e degli investimenti indicizzati, che negli Stati Uniti rappresentava a inizio 2016 una quota superiore al 30% degli investimenti dei fondi distribuiti ai clienti retail.

Il mercato degli ETF si presenta molto concentrato, con i primi 3 emittenti che coprono circa il 70% delle masse a livello globale. La spiegazione è legata essenzialmente a due aspetti: si tratta di strumenti caratterizzati da commissioni di gestione più contenute rispetto ad altri prodotti di investimento, pertanto la generazione di ricavi è subordinata ai volumi e alle dimensioni di scala; il secondo aspetto è legato al primo, e riguarda il fatto che gli attuali leader di mercato abbiano nel tempo sviluppato questo business come attività core e non accessoria. Non a caso, i maggiori provider a livello globale sono asset manager e non banche di investimento.


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