Rethink Passive

in collaborazione con iShares

Per mettere il robot in portafoglio il consulente sceglie l’ETF

A
A
A

Gli ETF consentono di minimizzare il rischio di concentrazione su singoli titoli e contestualmente di isolare solo le aziende appartenenti al sotto settore di proprio interesse.

Marco Barlassina di Marco Barlassina16 gennaio 2018 | 10:03

Sono numerosi gli ambiti nei quali gli ETF si stanno rivelando strumenti molto più efficienti rispetto agli altri. E’ il caso degli investimenti tematici, dove gli ETF sono sempre più spesso selezionati anche da consulenti e private banker. Si tratta di investimenti che possono consentire ai clienti l’accesso a costi contenuti a un selezionato paniere di titoli rappresentativi di aziende coinvolte in temi strutturali sempre più rilevanti a livello globale, quali l’innovazione sanitaria, l’automazione e robotica, l’invecchiamento della popolazione e la digitalizzazione. Ciascun tema è collegato a uno o più megatrend, ovvero trend di lungo periodo ampiamente riconosciuti e legati a cambiamenti economici, sociali, tecnologici e demografici.

Marco Tabanella, Head of Wealth and Retail Clients di iShares Italy ha commentato “In questo contesto gli ETF consentono di minimizzare il rischio di concentrazione su singoli titoli e contestualmente di isolare solo le aziende appartenenti al sotto settore di proprio interesse.

E’ il caso della robotica, settore sul quale iShares ha lanciato poco più di un anno fa un ETF specializzato, l’iShares Automation & Robotics UCITS ETF, che dal suo avvio ha raccolto, principalmente da reti di consulenti e private banking, oltre 1,4 miliardi di dollari. “

Un successo determinato da quattro fattori: l’offerta industriale, perché dal 2009 a oggi l’offerta globale di robot industriali è cresciuta costantemente, passando da 60.000 a 294.000 unità; l’offerta per settore, in quanto negli ultimi tre anni l’offerta di robot ha continuato ad aumentare nei due importanti settori industriali dell’auto e dell’elettronica; l’ambito di applicazione, dato che sempre più spesso si ricorre ai robot anche nella vita quotidiana degli individui. A livello globale il numero di robot per uso domestico dovrebbe salire a 31 milioni tra il 2016 e il 2019.

L’indice alla base dell’ETF cattura le aziende specializzate nell’innovazione tecnologica includendo nanotecnologie, la robotica e l’automazione applicata all’industria (logistica o produzione, sistemi operativi, stampanti 3D), tecnologia indossabile, intelligenza artificiale o deep learning (sensori per controlli qualità o incremento produttività industriale). Quindi non solo settori industriali ma anche legati a fattori che insisteranno sulla nostra vita quotidiana (domotica, robot in ambito medico sanitario e domestico, tecnologia per la guida automatica). Tradizionalmente i maggiori contributori in questo campo sono paesi sviluppati (US e Giappone) ma si sta assistendo ad una crescita del ruolo dei paesi asiatici in questo settore. In Corea la robotica cresce dal 2008 al ritmo del 20%, mentre la Cina è il maggiore importatore di robotica ma lavora per diventare il maggiore produttore anche per raddoppiare il reddito capite entro il 2020 dai livelli del 2016).

Oggi ci troviamo in una fase di grande prospettiva per il settore, dopo un rallentamento nell’automazione industriale negli anni ’90 a causa dei costi e della scarsa flessibilità dei robot, intesa come scarsa abilità di performare un vasto numero di compiti in modo ripetibile (entro il 2025 si stima che la quota di compiti delegata ai robot crescerà dal 10 al 25% in media su tutti i settori manufatturieri;), ora sappiamo che l’automazione e la robotica saranno l’elemento chiave per aumentare la produttività industriale. I costi si sono ridotti e oggi è quindi la robotica è maggiormente disponibile non solo dei grandi gruppi (molte large cap come Google o Amazon hanno cominciato ad acquisire aziende e business legati alla robotica) ma anche delle aziende più piccole. Contributo positivo viene anche dall’attività di M&A nel settore. Vi è inoltre un’alta sostenibilità del settore se guardiamo ai margini di espansione dell’industria a essa correlata, che può essere considerata parte del più esteso settore della tecnologia. Boston Consulting Group stima una crescita annua del 10% per il prossimo decennio del mercato della robotica globale. Inoltre di recente anche la stampa ha alzato il livello di attenzione dato che alcune tecnologie sono passate da nicchia a essere ormai parte delle nostre vite.

Marco Tabanella, Head of Wealth and Retail Clients di iShares Italy, aggiunge : “Nonostante una performance dal lancio (settebre 2016) pari al 36%, riteniamo che il settore della robotica presenti ancora margini di crescita molto elevati: l’automazione dei processi sara’ l’elemento chiave per aumentare la produttività industriale nei prossimi anni, grazie anche a costi e vincoli operativi ridotti rispetto al passato recente.

Stiamo registrando un crescente interesse per questa strategia soprattutto dal canale del private banking e dei consulenti finanziari, che la sta integrando ai portafogli più tradizionali dei propri clienti. Pensiamo che l’entrata in vigore della Mifid 2 farà da traino ulteriore per la crescita di questi prodotti, favorendo una maggiore attenzione verso l’adozione di strumenti passivi e l’asset allocation.”


Non è possibile commentare.

Ti può anche interessare

Etf, perché avranno successo tra i consulenti

Tabanella (iShares): “Margini di crescita grazie all’advisory fee based” ...

Contenere la volatilità con gli ETF: missione possibile

Esistono degli strumenti che permettono di proteggersi, o di mantenere un'esposizione al mercato azi ...

Come scegliere tra gli strumenti indicizzati: fondi passivi, ETF e mandati

La scelta degli strumenti attraverso i quali prendere posizione con un approccio passivo dipende nel ...