F3 World, diversificato e +50% in 2 mesi

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Le stime del FMI, gli strumenti free del nostro sito e 100 mila euro da investire. Mix che da vita al F3 World, la simulazione di un fondo di fondi che investe nelle 14 nazioni a più elevato PIL. Il risultato? Un 50% di guadagno sui 60 giorni, affiancato da una eccellente diversificazione.

di Redazione26 maggio 2009 | 10:00

Tori ma indecisi, questo è il nuovo sentiment del mercato sull’attuale stato delle piazze finanziarie di tutto il mondo. Il rimbalzo di inizio marzo tiene, le poche correzzioni non sono riuscite ad interromperlo. Un trend che riguarda anche il mondo del risparmio gestito,  che l’ufficio studi di BlueRating ha voluto approfondire facendo una simulazione: la creazione del F3 World, con centomila euro disponibili e i dati del Fondo Monetario Internazionale, e la nostra simulazione di portfolio.

L’Asset Allocation adottata sfrutta le stime del Fondo Monetario Internazionale per l’anno 2009, il dato usato è il PIL nominale, di cui  i 14 paesi presi in considerazione sono i primi. Usando quest’ultimo dato, ad ognuno di questi abbiamo assegnato un peso, (riportato in tabella 1).

Tabella 1. Distribuzione per Allocation del F3 World, (fonte Bluerating.com);

L’idea è quella di creare un fondo di fondi che replichi passivamente il PIL dei maggiori paesi industrializzati, e non solo.
Come timing di ingresso abbiamo scelto il recente minimo toccato dal S&P Mib, il 9 marzo 2009, le fee e gli investimenti minimi sono stati trascurati, mentre il picking è stato fatto usando i fondi ed i prezzi presenti nell DataBase BlueRating, per altro presenti ed aggiornati in real time anche sul sito, da dove sono state estratte le tabelle presenti nell’articolo.
Il risultato: tutt’altro che scontato. I 100 mila euro investiti il 9 marzo nel F3 World, sui 60 giorni hanno prodotto un rendimento di quasi il 50%. 48 mila euro di profitto, su cui hanno pesato le ottime performance del mercato russo, indiano ed italiano. (Risultati in Tabella 2 e 3).

Tabella 2. Operazioni di vendita ed acquisto sul F3 World, (fonte Bluerating.com);

Tabella 3. Risultati singolo fondo,F3 World e S&P Mib. (fonte Bluerating.com);

Peggiore, ma pur sempre positiva, il mercato americano che ha chiuso i due mesi con un guadagno del 18%. Risultato questo che però non deve trarre in inganno, guardando il grafico del rischio rendimento ottenuto dalla simulazione del F3 World, grafico 1, si vede chiaramente che sui 365 giorni il fondo USA si posiziona ai limiti della frontiera efficiente, contro gli altri fondi che invece a parità di rischio forniscono rendimenti inferiori a quello a stelle strisce.

Grafico 1. Confronto Richio / Rendimento componenti F3 World, (fonte Bluerating.com);

Un’analisi che ci ha permesso di ottenere anche diversi spunti, innanzitutto il confronto con l’S&P Mib. Molti lettori guardando la tabella 1 si sono posti la domanda: “perchè investire in un portfolio di 14 fondi, che rende il 44%, e non nel indice milanese, che invece ha reso il 59%”. La risposta, o le risposte, sono differenti, e la prima si chiama “differenziazione. L’F3 World ci permette infatti di mettere al sicuro il nostro capitale, da inversioni di trend sui singoli listini, causate magari da una singola cattiva notizia su un titolo come FIAT, o un’altra big. Una diversificazione che comunque sul F3 World è spinta ai limiti, l’analisi quantitativa ha infatti evidenziato che i fondi Russia, Cina e India superano il 10%, che molti gestori usano come limite di investimento sullo stesso emittente, nel nostro caso è il paese.
Un risultato che comunque ci permette tranquillamente di dire che la simulazione, (redatta a solo scopo informativo e non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio), ha avuto ampio successo, usando le stime del FMI e gli strumenti di Portfolio Management presenti sul sito, siamo riusciti ad ottenere un fondo di fondi che sui 60 giorni ha staccato una performance di quasi il 50%, affiancato anche da una buona diversificazione di portfolio, che si ci è costata 9 punti rispetto al mercato italiano, ma che neutralizza gli effetti di un mercato particolare, come appunto quello italiano.

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