Investire in volatilità tramite fondi Ucits

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Nonostante i timori di molti investitori legati alla conservazione dei guadagni registrati negli ultimi anni, a fronte di possibili correzioni nel corso dei prossimi mesi, sono ancora poco utilizzate le strategie in formato UCITS che traggono beneficio da un contesto di alta volatilità.

Biagio Campo di Biagio Campo21 maggio 2015 | 07:51

GUADAGNARE DA UN AUMENTO DI VOLATILITA’ – Periodicamente, a fronte di correzioni sui mercati azionari ed obbligazionari, gli investitori guardano con attenzione al rialzo del Vix, che misura la volatilità implicita a breve termine delle opzioni a trenta giorni scritte sull’indice S&P500 ed è calcolato sulla base dei prezzi di numerose opzioni call e put negoziate al CBOE (Chicago Board Options Exchange). Per guadagnare da un aumento della volatilità esistono futures, etf e opzioni, ma non bisogna dimenticare l’effetto del contango, una situazione di mercato nella quale il prezzo spot è inferiore al prezzo forward implicito nei corrispondenti contratti futures. Questo vuol dire che se si vuole andare lunghi di volatilità bisognerà pagare un premio elevato. “Attualmente le strategie d’investimento legate alla volatilità non si trovavano soltanto negli hedge fund, ma anche in formato UCITS, tra questi il Julius Baer Multipartner 1.2 Fund Lux ed il Rivage EPAM sono tra i fondi selezionati dal nostro team di fund selection”, come spiega Michele De Michelis, responsabile investimenti di Frame Asset Management, società indipendente specializzata in gestioni patrimoniali.

JULIUS BAER MULTIPARTNER – Il Julius Baer Multipartner 1.2 Fund Lux, lanciato in formato UCITS nel maggio 2014, è presente sulla piattaforma di Swiss & Global dedicata a gestori terzi. “La sua strategia combina la vendita e l’acquisto di opzioni, un elemento che permette di impostare delle strategie flessibili che hanno un potenziale di guadagno con i mercati in salita, discesa o laterali. Lavorando prevalentemente con opzioni che hanno scadenza tra le 4 e le 5 settimane è possibile impostare ogni mese una nuova strategia sulla base di quelle che sono le aspettative correnti, con un turnover totale del portafoglio”, prosegue De Michelis. I guadagni o le perdite del mese sono sempre definitivi, in quanto le posizioni aperte non vengono portate a scadenza. “In periodi di alta volatilità, condizione più favorevole per tale strategia, è possibile alzare il target o viceversa abbassarlo qualora il mercato si presenti meno favorevole”. Inoltre, operando su un mercato liquido ed aperto quasi 24 ore su 24, è più facile reagire coprendo il portafoglio tramite l’utilizzo di futures. “Il profitto deriva principalmente dalla vendita di opzioni, ne consegue che il mercato ideale è quello con una volatilità tra 20 e 25 di livello Vix, livello che permette di incassare un premio maggiore, mantenendoli al contempo più distanti dal livello dell’indice”. Il portafoglio è sempre protetto tramite l’utilizzo di futures, con ordini automatici di acquisto o vendita a livelli identificati giornalmente, oppure tramite l’acquisto di opzioni o di spread. Operando come venditori di volatilità, il punto critico di questa strategia è legato a repentini rialzi della volatilità. “In tale contesto la chiave diventa la chiusura del portafoglio rispettando gli stop loss, che hanno l’obiettivo di contenere la perdita massima entro il 3%, all’interno della scadenza tecnica (terzo venerdì al terzo venerdì del mese successivo), come dichiarato dal gestore”. Dal lancio avvenuto il 30 maggio 2014 al 30 aprile 2015 il fondo ha guadagnato il 7,62%.

RIVAGE EPAM – Un altro approccio interessante si trova nel fondo Rivage EPAM (Equity Performance Adjusted Model). La strategia del fondo prevede l’acquisto di azioni europee high dividend a bassa volatilità e la vendita di opzioni call sull’indice del mercato azionario europeo, che consente di incassare premi per un valore di oltre il 20% annuo. “I dati empirici smentiscono la teoria finanziaria che vorrebbe i titoli a maggiore volatilità associati a performance superiori. Ad esempio, dal 29-06-2001 al 30-04-2015, l’indice Balanced IPAM Index, rappresentativo della strategia di selezione di titoli a bassa volatilità, ha ottenuto una performance del 725,36%, superiore a quella dell’indice MSCI Europe Total Return, malgrado una volatilità inferiore a quella del benchmark europeo (11% vs 15%)”, continua De Michelis. “Il portafoglio di copertura creato dalla vendita delle opzioni consente una buona gestione della volatilità. Infatti, nei momenti di tensione la crescita della volatilità implicita permette di incassare un premio maggiore, ad ulteriore difesa del portafoglio, mentre nei momenti di calma il minore incasso è compensato da un andamento positivo del portafoglio azionario al centro della gestione”. Dal lancio avvenuto il 13-05-2014 al 30-04-2015 il fondo ha messo a segno una performance del 13,27%, rispetto al 17,90% dell’indice MSCI Europe Total Return, con un livello di volatilità inferiore di circa il 30%. “Per le caratteristiche di diversificazione ritengo consigliabile allocare circa il 10% di portafoglio nelle strategie legate alla volatilità e di aumentare l’esposizione al 15‎%, qualora ci fossero degli spike degli indici Vix o Vstoxx”, conclude De Michelis.

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