Cresce la fiducia del settore manifatturiero

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Cresce per la seconda volta quest’anno, la fiducia delle imprese manifatturiere. La misura del clima di fiducia migliora dal 65,5 di marzo, all’attuale 68,7. Continua il processo di decumulo delle scorte di magazzino e si è più ottimisti sull’occupazione e sui prezzi di vendita.

di Fabio Coco29 maggio 2009 | 14:40

Migliora la fiducia delle imprese manifatturiere anche a maggio. Il clima di fiducia del settore manifatturiero ed estrattivo, considerato al netto dei fattori stagionali, si porta a 68,7 da 65,5 dello scorso mese, collocandosi al di sopra dei valori dello scorso dicembre 2008. Si tratta della seconda risalita di quest’anno, dopo un periodo di 7 cali consecutivi; tuttavia l’indice si attesta ancora sui livelli dell’83, come riporta l’ultimo report dell’Isae.

Emergono lievi segnali di recupero circa lo stato attuale della domanda ed i livelli della produzione; si consolida il processo di decumulo delle scorte di magazzino iniziato lo scorso mese. Il pessimismo diminuisce anche circa le previsioni sull’occupazione e sui prezzi di vendita; migliorano decisamente le attese sugli ordini e sulla produzione. Le valutazioni delle imprese sono diverse tra i principali comparti produttivi e nelle principali ripartizioni geografiche.

A livello settoriale, il miglioramento della fiducia è maggiore nei settori produttori di beni di consumo, dove l’indice balza da 74,8 a 78,2, tornando sui livelli di gennaio 2009; l’indice cresce anche nei beni intermedi (da 61,6 a 64,6) e recupera meno in quelli di investimento (da 61,2 a 63,2). A livello territoriale, la fiducia migliora nel Nord Ovest e nel Mezzogiorno (rispettivamente l’indice balza da 62,3 a 67,5 e da 73,0 a 77,3); indicazioni sempre favorevoli ma più prudenti vengono dal Nord Est e dal Centro (l’indice passa, rispettivamente, da 64,3 a 66,7 e da 72,1 a 74,5).

Le imprese a maggio esprimono attese più favorevoli per i prossimi tre mesi riguardo l’andamento delle principali variabili aziendali e dell’economia italiana in generale. Il saldo relativo alle attese sugli ordini balza infatti da -12 a -6 e quello sulla produzione da -17 a -11; recuperano maggiormente le attese sulla situazione economica generale del paese (da -51 a -39); salgono in modo più contenuto quelle sui prezzi di vendita (da -10 a -9), sulla liquidità aziendale (da -22 a -20) e quelle relative all’occupazione (da -24 a -22).

A livello settoriale, complessivamente le indicazioni segnalano un andamento particolarmente positivo nelle previsioni dei produttori di beni di investimento e di beni intermedi; le aspettative dei produttori di beni di consumo migliorano in modo più modesto.

Questi dati trovano parzialmente riscontro in quanto dichiarato oggi da [p]Mario Draghi[/p], riguardo al bisogno di ricostruzione della fiducia presso i risparmiatori. Certamente, come sostenuto dal governatore di [a]Bankitalia[/a], “uscire dalla crisi, significa ricostruire la fiducia”. Speriamo che questo piccolo segnale di maggio, sia di buon auspicio per il futuro.

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