Una sinfonia di passioni

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Private di Private31 luglio 2017 | 13:40

Un’illustre discendenza milanese (il padre Vincenzo è stato ad di Mediobanca e il bisnonno è l’architetto Piero Portaluppi), natali nella quattrocentesca Casa degli Atellani, a pochi metri dal cenacolo vinciano di Santa Maria delle Grazie e uno sperticato amore per la musica. Piero Maranghi (nella foto), 48 anni, amministratore delegato e oggi socio unico di Classica tv, il canale italiano interamente dedicata alla musica classica e alle opere liriche, è anche un editore di grande gusto e un imprenditore gastronomico. Un gruppo poliedrico, il suo, che conta su 45 dipendenti e prevede di chiudere il 2017 con un giro d’affari di 11 milioni di euro. A Milano, nella parte più elegante e storica della città, tra Corso Magenta e Via San Vittore, si concentra il suo mondo: al suo attivo ci sono quattro ristoranti, tra cui due giapponesi, più La Brisa e la Cucina del Toro.

Per lui, i prossimi saranno mesi intensi. Amatore, il film su Piero Portaluppi, esce il 28 settembre al cinema e poi sarà la volta di un progetto che dice di amare molto, un cartoon realizzato con il direttore d’orchestra Barenboim. Lo abbiamo incontrato nel suo quartier generale a Milano, in Via Matteo Bandello.

Da quando dirige Sky Classica?

È nata nel 1996 ma la dirigo dal 2004. Ho cominciato con un gruppo di amici in Telepiù poi Jan Mojto l’ha comprata assieme ad altri pezzi del gruppo e ci siamo rimessi all’opera. Dal 2014 c’è stata una svolta per noi epocale: il canale è diventato un canale aperto a tutta la piattaforma di Sky ed è passato in HD, è interamente dedicato a tutto il mondo della musica classica 24 ore al giorno. Il gruppo Unitel GmbH & Co è appena uscito: sono alla ricerca di altri investitori.

Il filo conduttore della sua vita è la musica classica. Quando è entrata nella sua vita?

Mia madre ascoltava sempre musica classica, mio padre sentiva Chopin e Puccini e il mio professore di filosofia mi ha introdotto alla musica da camera. E poi c’era la Scala, a cui la mia famiglia è sempre stata molto legata. Non fosse altro che per il fatto che il mio bisnonno, Piero Portaluppi, l’ha ridisegnata.

Ci racconta il suo lavoro di regia di teatro a due, lei e Paolo Gavazzeni?

Con Paolo lavoro da sempre. Abbiamo fatto nascere Classica insieme nel 1996. Lui è stato tanti anni al Teatro della Scala, poi all’Arena di Verona come direttore artistico. Alle offerte di dirigere la regia di un’opera ho detto spesso no. Poi ho pensato che l’avrei fatta volentieri a condizione che Paolo avesse voluto lavorare con me. Gavazzeni ha accettato con entusiasmo e quindi mi sono sentito in grado di farlo.

Oltre a Classica tv, sta per concretizzarsi il Baremboim-cartoon. Ce lo racconta?

Per allargare le frontiere sta nascendo un progetto di animazione coprodotto con la tv pubblica, Rai e France Tv. Uscirà a Natale in Francia, poi sarà la volta della Germania e poi dell’Italia, nel 2018. Sono 52 episodi da 11 minuti ciascuno dove un ragazzino, Max, si ritrova come amico Daniel Baremboim (direttore musicale del Teatro Alla Scala dal 2011, ndr). Si tratta di cartoni animati d’intrattenimento ma con un taglio educativo.

Poi c’è un progetto cinematografico in uscita…

Sì, il 28 settembre arriverà al cinema Amatore, il film su Piero Portaluppi.

Si dice che Milano è viva più che mai e rivitalizzata. Lei è d’accordo?

Assolutamente sì. La nuova buona onda milanese e sta aiutando anche la cultura, nonostante manchi una politica che investa. Milano oggi deve diventare un trampolino di lancio: mentre tante città sono diventate un punto di partenza, questa città può essere considerata anche un punto di arrivo. Bisogna essere generosi con una città che è tornata a esserlo e che sta attraendo anche il turismo.

Quali altre città ama?

Parigi. Innanzitutto ci vive mia figlia Maddalena (figlia del primo matrimonio, ndr). E poi è un luogo di libertà e avanguardia. Inoltre la politica culturale francese è una politica vera. La città, anche con l’arrivo di Macron, è autenticamente di respiro europeo.

Già, l’Europa… Come la vede?

Quella che stiamo vivendo non è un’Europa solidale. Non voglio avventurarmi in discorsi legati alle vicende economiche ma di certo bisogna trovare dei correttivi. È impensabile che sia solo la finanza a riempire la scena, con tutto quello che ne è conseguito in questi anni. Bisogna avere idee innovative e visione. Viceversa fare profitto è impossibile.

Passioni?

Amo fare tante cose ma non ne faccio nessuna in modo impeccabile. La pesca è una delle mie passioni e piace pescare soprattutto con mio figlio Giorgio. Anche con mio padre pescavo e ricordo con piacere quei momenti. Gioco a calcio e a tennis. E poi mi diverto molto coi miei figli.

Nella sua vita c’è poi la gastronomia…

Mi piace cucinare per gli amici. Voglio insegnare ai milanesi a mangiare il pesce e a cucinarlo. Mi piacerebbe metterli in grado di distinguere un branzino cucinato come si deve da uno farinoso e stracotto. Ci sto lavorando.

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