Istituzioni – Anche ABI a favore della nazionalizzazione

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di Marcella Persola 23 Febbraio 2009 | 10:09
Fronti contrapposti ma obiettivo unico. Risollevare la fiducia nelle banche e le finanze. ABI plaude alla nazionalizzazione delle banche, mentre Bini Smaghi, da una parte e Draghi dall’altra invitano a utilizzare i Tremonti bond.

Ancora fronti differenti sulla nazionalizzazione delle banche. Mentre l’Associazione Bancaria Italiana plaude all’iniziativa giunta dalla Commissione Europea, alle modifiche apportate al piano italiano di ricapitalizzazione delle banche. Altri esponenti si definiscono contrari.

Per Corrado Faissola, presidente di ABI «Il via libera di Bruxelles apre la strada a una soluzione in linea con le norme europee, tenendo anche conto delle ultime modifiche apportate. Le misure messe a punto, riservate solo alle banche giudicate ‘fondamentalmente solide’, costituiscono un ulteriore riconoscimento per il nostro sistema, che anche di fronte alla crisi sta continuando a sostenere famiglie e imprese».

Ma anche il fronte dei no è ben fornito.  Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea ha sottolineato che sarebbe più opportuno utilizzare i Tremonti-bond mentre sconsiglia l’utilizzo della nazionalizzazione. «Ogni istituto finanziario che ha problemi deve creare una bad bank in casa» ha precisato Bini Smaghi, perché dal suo punto di vista un’unica bad bank potrebbe creare effetti distorsivi, penalizzando anche banche più sane.

Opinione condivisa anche dal governatore della Banca d’Italia che sabato in occasione del suo interno all’Atic Forex ha sottolineato che le banche non devono esitare a utilizzare i Tremonti-bond se i fondi sono adeguati e regaionevoli.

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