Promotori Finanziari – Fate largo alle donne

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di Marcella Persola 6 Luglio 2009 | 11:15
Nonostante le ricerche dimostrino che il rapporto donne e finanza è fattibile, e le istituzioni bancarie abbiano iniziato a fare spazio alle donne in ruoli più determinanti, nel mondo della promozione finanziaria il ruolo delle donne è ancora marginale. Seppure qualcosa si muove…

Donne e finanza una liaison difficile per alcuni. Ma un argomento che continua a far riflettere. Se ve lo ricordate in Islanda dopo il famoso crack ci si era domandati come mai le istituzioni gestite da donne non avessero subito determinati tracolli e come la gestione “al femminile” fosse molto più cauta e previdenziale, soprattutto nel lungo periodo.

Anni fa anche una ricerca sui gestori di fondi, mostrava che le donne gestori riuscissero nel lungo periodo a ottenere dei rendimenti più costanti dei colleghi “maschi”. Ma nonostante tutte le considerazioni, ricerche e risultati, le donne manager sono veramente molto poche, perlomeno in Italia, e spesso vengono chiamate a gestire situazioni veramente estreme, oppure non riescono mai a superare quello che viene definito il “soffitto di cristallo”, ossia raggiunto un certo livello non riescono ad andare.

«Di tutti i settori – ha dichiarato Giulia Belloni, responsabile financial services di Korn/Ferry International – la finanza è sicuramente il mondo in cui per le donne è difficile affermarsi: mentre abbiamo ben presente numeri uno donne di realtà di grande peso nel sistema economico italiano, sia imprenditrici, sia dirigenti d’azienda, nessuna grande realtà finanziaria ha un numero uno donna nel nostro paese». E Korn/Ferry ha condotto una ricerca per cercare di capire il ruolo delle donne nella finanza.

Dalla ricerca è emerso che il sistema bancario italiano sta facendo dei grossi sforzi per fare crescere la managerialità femminile, anche se le percentuali medie sono ancora molto basse: nel campione analizzato le donne dirigenti sono circa il 10% e le donne nel top management sono, sempre in media, tra lo 0 e il 5%.

Nonostante questo bisogna registrare che negli ultimi anni c’è stato un miglioramento. Per fare alcuni casi concreti Intesa Sanpaolo conta 4 donne con responsabilità ad alto livello e Unicredit recentemente ha nominato un cfo donna. Infine il gruppo UBI ha una donna vice-direttore generale e responsabile strategie e il responsabile retail anch’essa donna.

E nel mondo della promozione finanziaria?

Abbiamo condotto un piccolo sondaggio tra le reti e abbiamo constatato che la media di donne presenti nelle reti non supera mai il 15%. Dato che sembra in crescita per alcune realtà. «In Sanpaolo Invest ad esempio negli ultimi tre anni si è avutoun incremento delle donne nella rete, dovuto al turnover positivo tra ingressi ed uscite femminili» precisano da Sanpaolo Invest. Dato che è cresciuto anche per la rete di FinecoBank ove la presenza femminile sale al 20%. La componente femminile della rete Credem nonostante la costante crescita si ferma invece al 10%, mentre in Finanza & Futuro Banca la percentuale di presenza femminile è al 7%, un dato costante. In Fideuram invece le donne sono 405 tra manager e private banker, ma l’auspcio è che il trend possa continuare. Dalla rete ricordano infatti che «nell’ultimo quinquennio possiamo affermare con soddisfazione che il trend è in continua crescita è già nel primo quadrimestre abbiamo raddoppiato il dato».

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