Mussari “Italia, imprese troppo piccole”

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di Matteo Chiamenti 12 Gennaio 2011 | 15:30
Il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, individua -in occasione di un’audizione in Commissione Finanze alla Camera- le criticità del mercato azionario del nostro Paese

In Italia, oltre il 90% delle imprese sono caratterizzate da ridotte dimensioni -meno di 50 dipendenti- A ciò si aggiunge una forte concentrazione della proprietà a livello familiare ed un elevato livello di indebitamento, anche a causa della ridotta dotazione di mezzi propri. Il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, individu, in occasione di un’audizione in Commissione Finanze alla Camera, ripreso da Ansa, le criticità del mercato azionario del nostro Paese.

“È importante pertanto, far crescere il mercato italiano dei capitali, avviando iniziative che rappresentino un’inversione di tendenza dal punto di vista culturale e favoriscano la crescita della dimensione del sistema imprenditoriale italiano -continua Mussari- Nella media dell’Eurozona, la percentuale degli strumenti di finanziamento diretto sui mercati -obbligazioni e azioni quotate- sul complesso delle risorse finanziarie utilizzate dalle imprese è pari a meno della metà di quanto si registra per i prestiti, mentre le due fonti di finanziamento tendono ad equivalersi nell’esperienza britannica. All’interno dell’Unione, estrema risulta la situazione italiana in cui la somma di obbligazioni e azioni quotate supera appena il 12% delle passività totali, contro un valore prossimo al 50% per i prestiti. Non sorprende quindi che nel confronto europeo le dimensioni del mercato azionario italiano si collochino nella fascia bassa della classifica come incidenza della capitalizzazione di Borsa sul prodotto interno lordo -continua Mussari- con una incidenza di poco superiore al 27% la Borsa Italiana denuncia un divario di quasi 40 punti rispetto alla media europea e di oltre 100 punti percentuali rispetto all’esperienza media di Gran Bretagna e Usa”

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