Dopo UniCredit, Antonio Muto si darà alla consulenza

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Maria Paulucci di Maria Paulucci 28 Settembre 2011 | 16:19
Il responsabile del centro Italia per il gruppo guidato da Federico Ghizzoni avvierà una…

Una finanziaria per le piccole e medie imprese. Ecco cos’ha in mente Antonio Muto, l’attuale responsabile del centro Italia di UniCredit Group che lascerà l’istituto alla fine di settembre. BLUERATING lo ha raggiunto e gli ha fatto qualche domanda.

Antonio Muto, che cosa farà esattamente adesso?
La mia esperienza mi ha insegnato che c’è un profondo solco tra banche e imprese. In particolare, esiste un forte squilibrio tra le straordinarie professionalità che le banche sono disposte a mettere in campo quando si tratta di individuare soluzioni per aiutare le grandi aziende alle prese con i contraccolpi della tempesta finanziaria ed economica e le professionalità che invece mobilitano per le piccole e medie imprese.

Un trattamento differenziato, insomma. Quindi lei cosa offrirà?

Con altri colleghi – perché non sono solo in questa iniziativa – avvieremo una finanziaria ex articolo 106 del Testo unico delle leggi bancarie per le pmi in fase di profonda ristrutturazione, con un buon conto economico ma con uno stato patrimoniale caratterizzato da un elevato debito. Offriremo un servizio di consulenza e finanziamento.

Si spieghi meglio.

Consulenza nel rapporto con le banche, individuando e segnalando i punti di debolezza da superare. E finanziamento con un intervento a metà strada tra equity e debito. Un “mezzanino”, insomma, con rendimento e rischio più alti, che somma in sostanza i vantaggi del capitale di debito con quelli del capitale di rischio, basato sui flussi di cassa attesi dall’impresa finanziata più che sulle garanzie reali. Si sono già fatti avanti alcuni investitori istituzionali, ma riceviamo volentieri altre proposte.

Come si chiamerà la società?

Non l’abbiamo ancora deciso. E dobbiamo ancora decidere se rilevare una finanziaria già esistente – e quindi già dotata di licenza – oppure se fondarne una richiedendo la licenza ex novo alla Banca d’Italia.

Chi c’è con lei? Nomi?

Non ne faccio.

Vengono anche loro dal settore bancario?
Due sì. Gli altri due no. Hanno altre esperienze. Diciamo che vogliamo fare della nostra società un luogo d’incontro tra banche e imprese. E i manager devono rappresentare entrambe le componenti.

Dove sarà la sede?
Avremo sede a Milano e a Roma.

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