Ermotti, “chi non è d’accordo con la nuova Ubs può andarsene”

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di Redazione 24 Dicembre 2012 | 10:16
Con queste parole, il numero uno del gruppo elevetico ha commentato con durezza chi ha criticato il nuovo assetto organizzativo intrapreso dal gruppo.

SENZA MEZZI TERMINI – “Chi non è d’accordo con la nostra strategia se ne può andare”. Non poteva essere più chiaro di così Sergio Ermotti, Ceo di Ubs, che, in un’intervista concessa al “SonnatgsBlick” assieme al presidente del cda Axel Weber, ha criticato severamente i detrattori del nuovo corso intrapreso dalla banca.

UNA STRADA INTRAPRESA A OTTOBRE – A fine ottobre, il numero uno elvetico del settore ha annunciato un ridimensionamento della banca d’investimento e la contemporanea soppressione di circa 10 mila impieghi. Una riorientamento che evidentemente è andato di traverso a molte persone.

Per il manager ticinese, chi non è d’accordo con la nuova strategia deve tirare le conseguenze. In passato diverse persone hanno “disturbato” il processo di trasformazione della banca, ha detto alla testata elvetica. Questi soggetti non “hanno avuto successo”, ha spiegato Ermotti, sottolineando che adesso bisogna smetterla con simili atteggiamenti.

IL COMMENTO SULLA MAXI MULTA – In merito alla multa da 1,4 miliardi di dollari negli Usa e in Gran Bretagna per la manipolazione del tasso Libor, il presidente del Cda Axel Weber ha dichiarato che la banca ha capito la lezione e rafforzerà i controlli interni. Circa le minacce di cause civili e la possibilità che UBS sia chiamata a pagare altri risarcimenti, Ermotti è stato vago rifiutandosi di dire se la banca ha messo da parte del denaro, “anche perché non siamo i soli ad essere coinvolti”. Il ticinese ha anche sottolineato che i vertici della banca erano all’oscuro di queste manipolazioni.

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