Private banking, opportunità per i più bravi

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di Redazione 27 Maggio 2013 | 12:34
Il direttore commerciale di Azimut spiega come riuscire a reinventarsi in un settore dove non c’è più spazio per chi…

GRANDI SODDISFAZIONI – La professione darà grandi soddisfazioni a chi saprà afferrarne l’essenza vera e cioè il valore della relazione e la capacità di risolvere problemi concreti del cliente con un altissimo livello di professionalità e competenza. Per fare questo però occorre avere il coraggio di rimettersi in discussione rivedendo il proprio modello relazionale e i propri obiettivi di crescita.

NON C’E’ SPAZIO PER CHI NON HA VOGLIA DI IMPARARE –
Non c’è più spazio per soggetti passivi che non hanno voglia di imparare cose nuove anche perché l’innovazione di prodotto e di contesto è tale che se non si è costantemente aggiornati si è estromessi. La concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi è un fenomeno tipico dell’economia ed è un dato di fatto che caratterizzerà anche i prossimi anni. Prima di tutto occorre quindi focalizzarsi e decidere quali clienti servire e gestire. Non bisogna cercare di essere molto per tutti ma tutto per alcuni. Ci si deve comportare esattamente come un’azienda decidendo a priori un chiaro modello di sviluppo del proprio business, obiettivi precisi e quale strategia di marketing adottare.

LE OPPORTUNITA’ – Questo per cogliere le opportunità che il mondo del private banking può offrire. Bisogna quindi chiedersi: in quale business voglio operare? Cosa mi rende diverso dagli altri? Cosa mi manca? Dopo aver chiarito i propri obiettivi bisogna concentrarsi in modo “maniacale” sugli aspetti chiave che ci distinguono da tutti gli altri e prepararsi a non essere mai banali e trattare i clienti come tutti diversi. Occorre essere attenti ai dettagli e alla “perfezione”. Parlando con i più grandi private banker emerge in modo evidente questo modo di intendere la relazione. Tutto deve essere perfetto iniziando dalle cose più piccole che sono sempre quelle che fanno la differenza.

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