Tassi bassi come non mai, un assopimento non benefico del sistema economico

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di Redazione 27 Maggio 2013 | 12:47
Gli Stati dipendono dal debito e dal costante aiuto delle banche centrali nel garantire condizioni di successo restandone vincolate, mentre…

UNA DISCESA LENTA E COSTANTE – La discesa verso la soglia zero dei tassi mondiali prosegue con costante lentezza. Ritengo sia una condizione di assopimento non benefica per un sistema economico. Per contro, viene indotta per motivazioni comunque consistenti. La situazione è particolare rispetto ai cardini della teoria economica. La moneta abbondante che circola con tali suoi prezzi non guarda avanti con pericoli inflazionistici, ma deve guardare indietro per coprire errori e assorbimenti della moneta precedentemente in essere. Sulle scadenze brevi i differenziali si misurano solo in decine di basis points, le emissioni vengono collocate con successo nonostante le offerte al ribasso e il debito viene rinnovato con contenuta fatica.

NON TUTTI SONO CONTENTI – Tutti lieti? Direi di no. Gli Stati dipendono dal debito e dal costante aiuto delle banche centrali nel garantire condizioni di successo restandone vincolate. Le banche centrali salvaguardano il contesto di loro competenza rinunciando peraltro a sostenere la crescita delle variabili di politica economica, dovendone  sostenere il fragile pavimento; gli acquirenti vedono deperire i loro redditi e non mantenersi il loro potere di acquisto poiché con inflazione intorno all’1,5-2%, il rendimento tra 0,10 e 0,80% all’anno significa circa un punto e mezzo di degrado.

UN OBIETTIVO DI SOPRAVVIVENZA – I tassi sono i più bassi della decennale storia dell’euro, sono anche i più bassi della mia quarantennale attenzione a tale fattore; il credito costa poco, ma pochi lo chiedono e pochi ambiscono a concederlo. I tassi sembrano quasi come il contrappasso delle tasse; più si alzano queste meno si incassano i volumi attesi, più si diminuiscono i primi, meno la moneta circola e si indirizza verso utili finalità. Il medico dell’economia si disinteressa dei tempi di guarigione e delle attese del paziente; persegue un obiettivo di sopravvivenza e non salubrità orientata allo sviluppo. Ciò può anche significare che lo stesso malato ha esagerato nell’ignorare ogni attenzione a se stesso al punto che oggi viene tenuto in coma perché non agisca in nessun modo contro la cura. Che strana malattia ci ha colpiti!

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