Promotori, Caraffini: nessuna chiusura per Hypo Alpe Adria Bank

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di Maria Paulucci 6 Giugno 2013 | 08:00
La nostra è una rete di professionisti che viaggia, ha detto il manager a BLUERATING, in una banca che non è assolutamente in smantellamento.

CONVENTION TRASVERSALE – Sabato 25 maggio, prima che su Hypo Alpe Adria Bank si scatenasse la pioggia di voci sulla presunta imminente chiusura (vai qui per la cronaca), la banca ha riunito promotori finanziari, private banker, dipendenti, dunque tutti gli operatori del retail, dell’area corporate, del leasing, del back office, dell’information technology, della logistica, del real estate e del marketing in una convention a Mogliano Veneto, in provincia di Treviso. Un evento trasversale. “Abbiamo subito uno scossone con la partenza del nostro ex amministratore delegato e direttore generale Lorenzo Di Tommaso a fine marzo (vai qui per la cronaca)”, riepiloga il vice direttore generale Simone Caraffini con BLUERATING. “Purtroppo l’uscita è coincisa, per i suoi tempi, con la chiusura della procedura di licenziamento. Insomma, i due eventi forse peggiori nella storia della Hypo Alpe Adria Bank in Italia sono avvenuti nell’ultima settimana di marzo. Dunque c’era la forte necessità di tornare a guardarsi in faccia e capire che siamo un unico team, che la banca è ben viva e che comunque continua a operare”.

NESSUNA CHIUSURA
– Qualche giorno dopo la convention, però, i giornali italiani, seguendo quelli austriaci, hanno parlato di una chiusura di Hypo Alpe Adria Bank in Italia. “È una notizia priva di fondamento”, scandisce Caraffini, “che non ha alcun riscontro reale. Il commissario europeo alla Concorrenza Joaquin Almunia insiste sul fatto che il gruppo bancario di cui facciamo parte si risani in tempi rapidissimi altrimenti, come Unione europea, dovrà forzarne la messa in vendita da parte del governo federale austriaco – come peraltro dovrà fare con tutte le banche in una situazione analoga – e sulla scorta di queste informazioni si è dato per certo che il governo federale d’Austria avesse un piano per la liquidazione della banca in Italia. Ciò ha provocato un certo clamore mediatico”.

Nella foto, il vice direttore generale di Hypo Alpe Adria Bank Simone Caraffini


IL TAVOLO A TRE
– Tanto clamore che a un certo punto è intervenuto il governatore della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, che ha convocato un tavolo ristretto con l’attuale amministratore delegato Lorenzo Snaidero e con il presidente del cda Johannes Proksch, il quale dal canto suo ha delineato il quadro della situazione del gruppo di controllo confermando l’intenzione del governo di riprivatizzarlo, come richiesto dalla Commissione europea. In questa logica, ha spiegato, s’inserisce la vendita della banca in Austria. E la stessa operazione si vorrebbe compiere in Italia, mantenendo comunque controllante e controllata vive e operative. Concordando con Proksch di mantenere aperto un canale di comunicazione tra la banca e la Regione e di aggiornarsi dopo l’approvazione del bilancio da parte dell’assemblea e soprattutto dopo la pronuncia della Commissione europea, quando si conosceranno i dettagli del piano di ristrutturazione, Serracchiani ha evidenziato l’interesse della Regione al mantenimento delle attività di Hypo Alpe Adria Bank in Italia e ha ribadito l’intenzione di coinvolgere il Veneto e la Lombardia.

BILANCIO IN ROSSO
– “Insomma”, sintetizza Caraffini, “il presidente ha incontrato personalmente Debora Serracchiani e le ha trasmesso qual è il punto: la holding austriaca non ha alcuna intenzione di liberarsi della banca italiana, a meno che non ci sia una vendita soddisfacente. E ha sottolineato che c’è invece l’intenzione di dare un segno di discontinuità con il passato, come stiamo dimostrando anche attraverso il rimborso ai clienti che hanno subito danni da errate indicizzazioni leasing. La Banca d’Italia ci sta spingendo con grandissima veemenza a restituire fino all’ultimo centesimo a tutti i clienti che hanno subito questo danno”, evidenzia Caraffini. “Quindi dovremo sborsare una quantità ingente di denaro e per chiudere il bilancio 2012 – che sarà comunque in perdita – abbiamo avuto bisogno di un intervento per riportare il patrimonio ai livelli attesi. Il socio l’ha fatto e noi in questo momento ci troviamo nella felice situazione di avere un patrimonio ben al di sopra dei requisiti fissati da Bankitalia. Il nostro capitale è nelle mani di uno dei soci più sicuri che ci siano in Europa, dal momento che è lo Stato federale d’Austria, sicuramente uno dei più virtuosi”.

I NUMERI DELLA RETE
– In tutto questo, fa sapere Caraffini, “è stato difficile tenere la rete in carreggiata. I nostri colleghi si sono fortemente preoccupati. Però poi le cose sono rientrate in una logica di verità e di normalità, nel senso che alla fine s’è capito che non c’è alcun piano catastrofico, semplicemente una dialettica tra l’Unione europea e il governo austriaco. In tutta questa piccola tempesta, la rete di promotori finanziari ha registrato nel 2012, in termini di fatturato, l’anno migliore da quando esiste Hypo. E ci sono le premesse per fare un 15% in più rispetto all’anno passato. Il portafoglio medio dei nostri promotori finanziari è di quasi 9 milioni di euro – esattamente 8,7 milioni – e si tratta dunque di portafogli importanti. È una rete che viaggia”, conclude Caraffini, “in una banca che non è in smantellamento”.

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