Banche, Prometeia: s’intravede la fine del tunnel

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di Redazione 21 Maggio 2014 | 15:07
Questo è quanto emerge dal rapporto di Prometeia presentato in occasione del Banking Day 2014. La società traccia lo scenario per le banche italiane fino al 2016.

MENO COSTI PER TUTTI – Una cosa è certa: il necessario percorso di riduzione dei costi operativi presso le banche italiane – con un -1,8% medio annuo nel biennio 2014-2015 anche in scia alla chiusura degli sportelli e al taglio del personale – continuerà. E i predetti costi operativi torneranno a crescere debolmente, con un +0,2%, solamente nel 2016. Il cost income dovrebbe perciò ridursi per raggiungere nel 2016 il 56,9%. Questo è quanto emerge dal rapporto di Prometeia presentato in occasione del Banking Day 2014. Relatori il professor Giuseppe Lusignani, vice presidente di Prometeia, e Lea Zicchino, responsabile dell¹area analisi mercati e intermediari finanziari di Prometeia.

IL NODO DEL CREDITO – Nel 2014 il sistema bancario italiano, al netto degli effetti del l’esercizio di valutazione complessiva della Bce, tornerà a una redditività positiva, anche se modesta, per poi migliorare negli anni successivi. Il Roe si porterà dall’1% del 2014 oltre il 4% nel 2016. Il credito a famiglie e imprese, al netto della componente delle sofferenze, scenderà ancora nel 2014 e tornerà a crescere a ritmi contenuti nel biennio successivo. La rischiosità del credito rimarrà un elemento critico, determinando un flusso di rettifiche su crediti ancora elevato, seppure in progressiva riduzione: 53 miliardi di euro cumulati nel biennio di previsione.

TRIMESTRE IN UTILE – Gli 11 gruppi bancari quotati italiani, intanto, hanno chiuso il primo trimestre del 2014 complessivamente in utile, con 1,3 miliardi di euro dai 900 milioni dello stesso periodo del 2013. Solamente due operatori hanno registrato una perdita. Un risultato, secondo gli esperti di Prometeia, sostenuto dalle commissioni nette e dal risultato di negoziazione. Sempre nel triennio sotto esame, gli utili del settore resteranno complessivamente contenuti: 23 miliardi di euro rispetto ai 61 miliardi e oltre del triennio 2005-2007. Quello, per intenderci, precedente alla crisi. Il flusso delle rettifiche sui crediti nei primi tre mesi di quest’anno, intanto, si è marginalmente ridotto rispetto a quello del trimestre corrispondente, così come i costi, con un -1,6% sul primo trimestre 2013.

L’ANDAMENTO DELLA RACCOLTA
– La raccolta diretta si ridurrà ancora nel biennio 2014-2015 per effetto della contrazione della componente obbligazionaria, e tornerà a una crescita modesta solo nel 2016 (+1,5%). Le esigenze di incrementare la raccolta stabile, anche per adeguarsi ai requisiti di liquidità di Basilea 3, favoriranno dal 2015 la ripresa dei depositi con durata prestabilita. Lo scenario non incorpora possibili impatti derivanti dall’esame degli attivi della Bce (l’Asset quality review). Tuttavia, la necessità di consolidare la copertura dei crediti deteriorati e gli effetti della fragilità del contesto economico sulla qualità del credito determineranno un flusso di rettifiche su crediti ancora molto elevato nel 2014 ma che dovrebbe ridursi l’anno successivo e soprattutto nel 2016 (circa 53 miliardi di euro cumulati nel triennio).

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