Consulenza alla famiglia, un servizio indispensabile

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di Chiara Merico 3 Febbraio 2016 | 11:17
Per lo spazio dedicato ai consulenti premiati nell’ambito del PF Awards 2016, il focus di oggi è su Monica Gardella, vincitrice nella categoria Consulenza alla famiglia.

Per lo spazio dedicato ai PF Awards 2016 in collaborazione con PF-Professione Finanza, il focus odierno è su Monica Gardella di Widiba, vincitrice nella categoria Consulenza alla famiglia.

COMPETENZE SERIE E APPROFONDITE Monica Gardella (nella foto), iscritta all’Albo unico dei Promotori dal 1999, arriva alla promozione finanziaria dal mondo delle assicurazioni. “Mi sono laureata in Economia e Commercio all’Università Cattolica e sono stata da sempre convinta che la prima responsabilità di un professionista è mettere in campo competenze serie e approfondite: per questo ho conseguito due master con l’Università Cattolica (in Finanza e tecnologia applicata alla finanza e in Consulenza e risparmio gestito), la certificazione Efa, un master in Pianificazione previdenziale e la certificazione di educatore finanziario di qualità certificata secondo la norma UNI 11402:2011”, racconta. “Continuo anche oggi a dedicarmi con passione all’aggiornamento professionale. Questo mi ha permesso di dedicarmi, oltre che ai clienti, all’attività di formatore”.

OGNI DECISIONE DEL CLIENTE PRODUCE EFFETTI – “La mia attenzione per la consulenza fiscale alla famiglia nasce dalla constatazione che ogni decisione che il cliente prende nella propria sfera personale, economica, finanziaria e patrimoniale produce effetti di carattere fiscale di cui è necessario saper tenere conto, specie in un contesto quale quello italiano, assolutamente mutevole e complesso in questo senso, nel quale ottenere risultati apprezzabili senza competenze specifiche risulta arduo”, spiega Gardella. “Ritengo che il valore aggiunto maggiore consista nell’ottimizzare, rendendole efficienti, strategie che senz’altro sono già efficaci, evitando di sprecare risorse economiche preziose e sostenendo soltanto gli oneri che non è possibile legittimamente eliminare”. Per la pf “occorrono anche flessibilità nell’approccio, capacità di favorire e gestire il cambiamento, di lavorare individualmente ed in gruppo con altri professionisti, ricerca dell’eccellenza e nervi saldi. Tutto questo significa dedicare tempo, tanto, che inevitabilmente viene sottratto ad altre occupazioni ed alla vita personale. Per questo penso si possa fare bene il mio lavoro solo amandolo ed essendo profondamente convinti della sua utilità per le persone che se ne avvalgono”.

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