Truffa clienti di Veneto Banca. Danni per 107 milioni

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di Hillary Di Lernia 10 Gennaio 2020 | 13:02

Una truffa che ha mietuto oltre duemiladuecento vittime. La Procura della Repubblica di Treviso, negli atti di chiusura delle indagini sul crac e l’azzeramento dei titoli di Veneto Banca, ha formulato l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa nei confronti di sei indagati, fra cui l’ex amministratore delegato, Vincenzo Consoli.

Secondo l’ufficio del Pubblico ministero questi, coadiuvato da altri dirigenti e responsabili di vari reparti, avrebbe strutturato un sistema volto a raggirare la clientela attraverso la vendita a “condizioni inique” di azioni ed obbligazioni.

Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, sono state le ispezioni di Bankitalia del 15 aprile e del 9 agosto 2013 a portare all’attenzione dei pm il dissesto di Veneto Banca, con i 350 milioni di euro di finanziamenti “baciati”, garantiti solo a chi aveva sottoscritto contratti Acr e a chi era in una condizione di conflitto di interessi.

Gli indagati avrebbero quindi indotto il personale delle filiali ad esercitare insistenti pressioni sulla clientela affinché fosse incrementata la vendita di titoli, pur diretta a soggetti inconsapevoli dei rischi connessi alle operazioni.

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