Mediobanca, in trincea entra anche Monge

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di Antonio Potenza 1 Ottobre 2021 | 11:26

Generali e Mediobanca sono due universi collegati, benché diversi, nei quali ultimamente gli incastri si susseguono. Adesso il nucleo dei soci industriali di Mediobanca si rafforza con l’ingresso di Monge e riporta al 10% la quota raccolta nel patto di consultazione di Piazzetta Cuccia. Rafforzamento in vista dell’uscita della famiglia Benetton.

Ieri, come scrive Il Corriere della Sera, infatti l’assemblea del patto ha approvato all’unanimità il nuovo ingresso, con l’arrotondamento della quota. Oltre alla famiglia Monge, a cui fa capo l’omonimo gruppo di alimenti per animali – 260 milioni di fatturato -, che aveva acquistato un anno fa le azioni Mediobanca apportate ora al patto, si sono mossi il gruppo Gavio, salito all’1,25% (dallo 0,6%), Lucchini allo 0,53% (dallo 0,38%) mentre Angelini e la famiglia Acutis attraverso Vittoria Assicurazioni si erano già portati rispettivamente allo 0,45% e allo 0,25%.

La mossa fa parte della partita più ampia dell’asse Milano-Trieste, nella quale Leonardo Del Vecchio e Francesco Caltagirone stanno attuando la propria strategia. L’obiettivo, ormai noto, è mettere in discussione i vertici di Generali. Il collegamento tra i due universi infatti non è solo una questione di comunanza di investitori e di nomi nel Cda, ma di continui arrotondamenti di azioni in una dimensione che vanno a inspessire la presenza dell’azionista. Di ieri infatti la notizia dell’impreditore romano abbia ulteriormente arrotondato la propria partecipazione salendo al 6,37% nella compagnia di Trieste, portando così al 12,8% la quota sindacata con Del Vecchio e Fondazione Crt.

“Nel frattempo il patron di EssiLux sta aumentando la pressione su Mediobanca, di cui attraverso Delfin è primo azionista con il 18,9%”. Due giorni fa infatti ha esposto la richiesta di eliminare una clausola ben specifica dallo statuto dell’istituto, che prevede tre manager di Piazz. Cuccia in consiglio. Ha inoltre chiesto di aumentare il numero dei consiglieri indipendenti. Le modifiche sarebbero valide dal 2023 e Del Vecchio vuole che siano sottoposte all’assemblea in programma il 28 ottobre. La prossima settimana il board dell’istituto si riunirà per rispondere alle richiesta di Delfin e aggiornare l’ordine del giorno.

“Il ceo di Mediobanca, Alberto Nagel, da quanto sta emergendo può contare sul supporto dei soci industriali per controbilanciare il pressing”.  Nagel ha iniziato a coprirsi anche sul fronte delle Generali, dove è scontro aperto con Caltagirone e Del Vecchio sul rinnovo dei vertici, portando al 17,2% la partecipazione, con un prestito titoli pari al 4,3% organizzato da Bnp Paribas.

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