Citigroup, no allo spezzatino

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di Redazione 24 Luglio 2008 | 10:53
Citigroup, colosso bancario guidato dal Ceo Vikram Pandit, non verrà ridotto in brandelli. Le indiscrezioni riportate in questi mesi, vedevano l’ipotesi ‘spezzatino’ come una ipotesi per salvare il gruppo dalla crisi che sta attraversando.

No allo spezzatino Citigroup. La conferma arriva direttamente dalla bocca di Gary Crittenden, Cfo del colosso bancario statunitense.

“Non abbiamo nessuna intenzione di separare il gruppo in tanti elemento, quindi questo non è un problema che ci riguarda” ha detto il manager.

Proprio la multi canalità con cui Citigroup attinge risorse dal mercato sarebbe una delle caratteristiche vincenti del gruppo.

Effettivamente la storia di Citigroup è la summa delle parti di diverse realtà che negli anni sono state assorbite da quella che nel 1955 si chiamava The First National City Bank of New York.

Successivamente, nel 1962, il nome viene ridotto in First National City Bank. Durante gli anni settanta, sotto la guida di Walter Wriston, la banca cambia ancora nome per diventare Citi Bank.

Da qui una lunga serie di acquisizioni a coninciare dalla società di carte di credito, Narre Warren-Caroline Springs, acquistata nel 1981. Sempre nello stesso anno la guida del gruppo passa a John S. Reed; sotto la sua leadership, in 14 anni Citibank diventa la più grande banca degli Stati Uniti, la più grande emittente di carte di credito del mondo ed espande la propria attività in 90 paesi.

Oggi Citigroup è suddivisa in tre grandi aree di business: Global Consumer, Global Wealth Management, Global Services e la divisione di recente costituzione Citi Institutional Clients che a sua volta comprende Citi Markets & Banking (CMB) Citi Alternative Investments (CAI).

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