Le parole della crisi: Berlusconi e Faissola

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di Redazione 30 Ottobre 2008 | 15:45
La crisi finanziaria continua a destare preoccupazioni nel mondo politico ed economico. Le dichiarazioni in merito allo stato dell’arte, alle possibili soluzioni e ai possibili scenari futuri si susseguono senza sosta.

Oggi tra i principali interventi a riguardo spiccano quelli di [p]Corrado Faissola[/p], presidente dell’Abi, e del premier [p]Silvio Berlusconi[/p].

Il presidente del consiglio ai giornalisti che chiedevano un commento sui timori per la recessione espressi dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha laconicamente risposto: “Siamo tutti preoccupati”. Ma, “abbiamo tante cose su cui stiamo lavorando, diciamo che abbiamo approvato diverse cose con cui possiamo dare un certo impulso all’economia reale e ai lavori pubblici”. Tra queste anche il decreto salva-banche che, però, non sembra al momento essere stato inserito all’ordine del giorno del consiglio dei ministri di domani venerdì 31 ottobre.

E sul tema “salva-banche” oggi è ritornato Faissola. ”Diversificare le modalita’ tecniche di intervento dello Stato volte al consolidamento patrimoniale, distinguendo marcatamente tra situazioni di crisi conclamata, per le quali appare congruo configurare un intervento azionario, e altre situazioni in cui appare coerente il ricorso a forme di sostegno alternative alle azioni”, è questo l’auspicio del presidente dell’Abi.
Non solo. Secondo Faissola  è necessario ”chiarire quali saranno i diritti di voto del Tesoro nel caso di un ingresso dello Stato nel capitale delle banche, specificando che il governo non esercitera’ questo diritto”. Insomma è importante stabilire subito che le banche devono mantenere la propria peculiarità privatistica.

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