Jackfly, promesse da promotore

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di Redazione 5 Dicembre 2008 | 16:00
La professione dei promotori è difficile. E questo è ormai assodato. Ma che fosse anche pericolosa non tutti lo sapevano. Fino a quando non è stata raccontata la storia di Giacomo La Mosca, protagonista del romanzo JACKFLY. Da oggi lo potrai leggere on line su Bluerating.com

JACKFLY (13a Puntata)

«Ah, davvero, ingegner La Mosca? Bene, può essere che qualcuno storca il naso. E allora?»
«Allora penso che diventerà più difficile convincere i promotori della concorrenza a passare da noi.»
«Ma lei, come al solito, ci riuscirà benissimo» ribatté Mancini.
«Può darsi, ma farò più fatica, e mi chiedo se ne varrà la pena. Anzi, per l’esattezza non me lo chiedo, glielo chiedo.»

L’avvocato Sturli si voltò a guardare Mancini, che, con la mano, gli fece cenno di aspettare. «Ingegnere, il nostro obiettivo rimane quello di quotare la Nattan in borsa a settembre e di riservare un pacchetto di azioni della banca ai migliori promotori finanziari
«La promessa è interessante, dottor Mancini, ma un po’ vaga. Invece, il lavoro che stiamo facendo è molto concreto.»
«Molto concreto, ingegnere, non direi» intervenne l’avvocato Sturli. «Mi risulta che la sua area venda meno di tutte il Galaxy!»

Che tipo di serpente era, questo Sturli? Meglio far finta di nulla, per adesso, Jack. Non solo di non aver sentito la sua battuta, ma addirittura che quel tale non esista. Quindi, tenendo fisso lo sguardo su Mancini e ignorando il suo correlatore, hai replicato: «Dottor Mancini, lei sa che io propongo ai miei clienti solo i prodotti in cui credo. La faccia è
la mia e fino a ora…»

«Fino a ora pensavo che un area manager dovesse vendere quel che la banca gli propone, senza starci troppo a pensare.» Il Mancini del bastone. «Comunque, La Mosca, si fida di noi o no?» Il Mancini della carota.
E allora anche tu ti sei fatto più conciliante.
«Io so bene che posso fidarmi di voi. Quel che non so è fino a quando riuscirò a tenere buoni i miei uomini. Sappiamo tutti che il mercato è sempre più difficile, ma noi continuiamo a proporci gli stessi obiettivi che c’erano prima della crisi dei mercati, e con gli stessi prodotti. Intorno a me vedo gente che non dorme più, non mangia più, non fa altro che girare in cerca di clienti, e non ne trova. Gente che sta per esplodere. O per mollare. Se almeno potessi raccontar loro qualcosa di più concreto…»

…continua…                  leggi le puntate precedenti       

*tratto dal romanzo JACKFLY
(www.jackfly.net) di Nicola Scambia (www.nicolascambia.net)
«Gli dica che il nostro obiettivo è di quotare in borsa Nattan al più presto e di riservare ai migliori azioni di cui, poi, potranno disporre come vorranno.»
«Si tratterà di azioni o di stock option?»
«Ma che domande mi fa? Sembra che non sia anche lei del mestiere.»
«D’accordo. E che percentuale azionaria ci verrà riservata? Con quale criterio distribuirete le azioni? E a che prezzo?»
«Ehi ehi ehi… La Mosca, ci stiamo lavorando. Cos’è questa fretta? Mica deve ritirarle domani!»

«Certo! Devo investirle in una scommessa che ho fatto sul campionato dell’Inter. Se va in serie B, vinco 100 a 1
Tutti scoppiano a ridere. Si sapeva che Mancini era un interista sfegatato, l’unica concessione alla sfiga in un uomo che voleva dare di sé la costante impressione del vincente. La risata è liberatoria. Spezza la tensione. Persino Sturli piega il labbro in una specie di sorriso da cobra. Hai riso anche tu, Jack, naturalmente, e Mancini ha pensato di averti in pugno.

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