Bellingeri (iShares): spunti d’interesse dall’area europea

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Avatar di Redazione 12 Giugno 2014 | 12:22
A prescindere dello strumento che si va a scegliere, gli etf garantiscono un’esposizione diversificata anche con un investimento minimo di capitale. Parola di Bellingeri.

UNA STRATEGIA PER L’EUROZONA – Eurozona tra politica ed economia. A raccontare le strategie più interessanti per un’esposizione sul Vecchio Continente è Emanuele Bellingeri, responsabile per l’Italia di iShares.

Come vedete l’Europa?
L’Europa rappresenta un’opportunità interessante. Il quadro generale è più sereno e l’Europa ha intrapreso la strada di una lenta ma costante ripresa, a fronte di un miglioramento del ciclo economico e del sentiment degli investitori. Questi fattori hanno coinciso con una riduzione dell’incertezza politica ed economica e sono stati sostenuti dalla politica monetaria accomodante della Banca centrale europea. In particolare, a partire dalla seconda metà del 2013 l’Europa ha mostrato segnali di miglioramento nella fiducia delle aziende, un ritorno alla crescita e performance azionarie positive. Sebbene permangano alcuni rischi strutturali, prevediamo un rialzo costante del Pil anche per il 2014.

Quali le strategie più efficaci per prendere un’esposizione?
Se effettivamente questo momento positivo dovesse continuare, gli investitori potrebbero prendere in considerazione, oltre a un’esposizione generica all’Europa, strategie basate per esempio su stili di gestione, capitalizzazione, ad alto dividendo e settoriali. Inoltre, in caso di prospettive particolarmente favorevoli su uno specifico Paese, un investitore può cogliere opportunità tattiche con esposizioni geografiche specifiche.

Le vostre prospettive sul versante obbligazionario?
Il 2013 è stato un anno di svolta per gli investitori in reddito fisso: il ciclo trentennale del calo dei rendimenti sembra ormai volgere al termine. Attualmente il mercato obbligazionario appare profondamente cambiato, con aspettative di continua e significativa evoluzione. In particolare, il crollo dei prezzi delle obbligazioni governative a livello globale, innescato dalla riduzione del programma di acquisto di attivi da parte della Federal Reserve, ha incrementato la probabilità di una revisione al rialzo dei tassi d’interesse. Con le possibili ulteriori modifiche in termini di politica monetaria nel 2014 e il probabile aumento della volatilità, gli investitori dovranno essere pronti ad adattarsi a un nuovo scenario. Un approccio flessibile all’investimento obbligazionario risulta di importanza cruciale.

Quali sono le sfide del contesto obbligazionario attuale?
Identifichiamo tre sfide principali. La prima riguarda l’ottimizzazione del rendimento della liquidità, che può essere ottenuta attraverso fondi ed etf a brevissima duration, in quanto utili a incrementare i rendimenti rispetto a quelli offerti da strumenti di liquidità e, al contempo, a ridurre il rischio tassi. La seconda sfida si sostanzia nella ricerca del rendimento dove i segmenti delle obbligazioni societarie e dei mercati emergenti presentano opportunità di rendimenti potenzialmente più elevati rispetto alle posizioni tradizionali in titoli di Stato con scadenze analoghe, a fronte della disponibilità ad assumere un rischio di credito maggiore. L’ultima sfida è la gestione del rischio di tassi di interesse, attuabile attraverso strategie di copertura dei tassi e a duration breve.

I vantaggi di investire in etf?
Gli etf azionari e obbligazionari sono strumenti semplici per costruire portafogli anche complessi. Efficienza in termini di costo, trasparenza data dalla possibilità di monitorare quotidianamente i singoli titoli in portafoglio e negoziabilità sono i principali benefici. Inoltre, a prescindere dello strumento prescelto, gli etf garantiscono un’esposizione diversificata anche con un investimento minimo di capitale. Quindi sono strumenti utili e accessibili per gli investitori istituzionali e per i retail. L’utilità è significativa per l’investimento nell’obbligazionario, che spesso può essere difficile e poco trasparente, mentre gli etf forniscono un accesso istantaneo a un numero elevato di scelte d’investimento, compresi mercati particolarmente complicati da raggiungere, come il debito dei mercati emergenti. A questi vantaggi strutturali si deve aggiungere quello della flessibilità e dell’ampia scelta di soluzioni disponibili. La nostra gamma si compone di 36 fondi azionari che investono in Europa attraverso un’esposizione alla regione nel suo insieme o ai singoli Paesi, oltre a esposizioni più focalizzate, per esempio su specifiche capitalizzazioni di mercato, stili, settori e soluzioni d’investimento per limitare la volatilità. In tema obbligazionario, siamo i fondatori del mercato degli etf in Europa, avendo lanciato il primo fondo nel 2003. Oggi offriamo 59 etf a reddito fisso, da esposizioni aggregate su ampia scala a fondi monetari specializzati fino a fondi con copertura dai tassi d’interesse, per un patrimonio in gestione a livello europeo pari a 55 miliardi di dollari.

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