Certificati: l’auto sbanda su chip e commodity ma tiene in Borsa

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di Redazione 28 Settembre 2021 | 09:32

Sebbene le quotazioni in Borsa delle principali case automobilistiche si trovino in gran parte inserite all’interno di una tendenza positiva, sono numerosi i problemi che affliggono il settore nell’ultimo periodo. La principale problematica è sicuramente quella relativa alla crisi dei semiconduttori. Un recente report pubblicato da AlixPartners ha messo in evidenza come la carenza di microchip possa pesare per 210 miliardi di dollari all’industria automotive. La società prevede inoltre che verranno persi 7,7 milioni di veicoli nell’anno in corso, poco meno del doppio dei 3,9 milioni stimati a maggio. La situazione di carenza di semiconduttori potrebbe durare anche fino al 2023, secondo diversi analisti.

A penalizzare il settore è l’aumento dei casi di Covid-19 in Malesia, dove vengono prodotti il 13% dei semiconduttori utilizzati nell’industria auto globale. Da evidenziare come la carenza dei microchip stia portando diverse aziende a fermare per qualche tempo l’attività delle fabbriche. A penalizzare l’automotive è anche l’incremento dei prezzi dell’acciaio e della resina plastica. Tutti questi elementi hanno spinto verso l’alto i prezzi dei veicoli. Secondo uno studio di Kelley Blue Book, il prezzo dei nuovi veicoli è incrementato del 6,4% da giugno 2020.

Il cosiddetto chip shortage e il rialzo delle materie prime penalizza in particolar modo le auto elettriche, che utilizzano circa 3.000 microchip, mentre i veicoli tradizionali ne impiegano tra i 50 e i 150. Proprio questo tipo di automobili sarà quello che prenderà sempre più quote di mercato in futuro. Quasi tutte le società del comparto tradizionale stanno convertendo la loro produzione abbandonando progressivamente i motori a scoppio. I veicoli elettrici sono anche al centro di numerosi programmi di incentivi a livello governativo, specie se si pensa che l’Eurozona e gli USA puntano ad arrivare alle emissioni zero entro il 2050, mentre la Cina mira a questo obiettivo entro il 2060. EVAdoption mette in luce come entro il 2030 le vendite di auto elettrificate potrebbero passare dal 3,4% del 2021 al 29,5% del totale di veicoli venduti. Questo implica un totale delle vendite che passerà da 500.000 unità a 4,7 milioni.

In tal senso, una volta che la situazione di carenza di chip volgerà al termine, le compagnie dell’automotive potranno assistere a un incremento del fatturato accelerato anche da una possibile diminuzione dei costi di batterie e componenti.

I certificati di Vontobel sul settore auto


A cura di Vontobel Certificati

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