Certificati: il focus su Stellantis targato Vontobel

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di Redazione 17 Gennaio 2023 | 12:59

Nel 2022, l’indice Euro Stoxx Automotive & Parts ha perso il 19,75% in Borsa, più del quasi -12% dell’Euro Stoxx 50. Il comparto automobilistico è stato penalizzato da diversi fattori, come quelli relativi all’aumento dell’inflazione, al rallentamento economico e alla carenza di semiconduttori.

Su quest’ultima tematica la situazione sembra essere migliorata: il colosso dei microchip, TSMC, ha comunicato di recente che si attende un ulteriore allentamento della crisi dei chip che ha limitato la produzione di auto. L’ad dell’azienda, C.C. Wei, ha dichiarato di attendersi anche una nuova crescita delle spedizioni di veicoli.

Tuttavia, vi sono diversi venti contrari che potrebbero penalizzare il comparto, come la possibile recessione che porta i consumatori a non spendere grandi quantità di denaro. Il mercato automobilistico è particolarmente sensibile al ciclo economico ma, se il PIL globale riuscisse a stupire in positivo, le azioni del comparto potrebbero essere in grado di mettere a segno una nuova fase ascendente.

Il caso Stellantis

Guardiamo ora ad un caso specifico come Stellantis, che nel 2022 ha perso il 20,51%. In occasione del Consumer Electronic Show di Las Vegas, l’ad del gruppo, Carlos Tavares, ha affermato che verranno chiusi altri stabilimenti nel caso in cui i prezzi dei veicoli elettrici dovessero causare una contrazione del mercato sul 2019. La capacità produttiva del gruppo potrebbe essere ridotta anche per la concorrenza cinese. Tavares nota come la produzione locale di veicoli elettrici sia il 40% più costosa rispetto ai competitor del Dragone. Per Stellantis è quindi fondamentale ridurre i costi e riuscire a raggiungere una struttura tale da permettere la produzione di auto elettriche da poter vendere ad un prezzo adatto alla classe media.

Per Bloomberg, la società dovrebbe passare da ricavi di 152,119 miliardi di euro nel 2021 a 198,068 miliardi nel 2025, con EPS adjusted attesi da 4,23 a 5,09 euro. Anche i veicoli venduti dovrebbero crescere, passando nel periodo 2021-2025 da 5,927 a 6,825 milioni di unità. Guardando al P/E a un anno, Stellantis presenta un valore più interessante rispetto ai principali competitor europei: 3,19x contro i 4,08x di Volkswagen, al 5,72x di BMW e al 5,83x di Mercedes. Dei 25 analisti censiti da Bloomberg che seguono il titolo, 19 forniscono un giudizio “buy” e sei “hold”, con un prezzo medio obiettivo a 12 mesi di 21,71 euro, circa il 37% in più rispetto ai valori rilevati al momento della scrittura.


Dal punto di vista tecnico, dopo essersi nuovamente avvicinate alla soglia psicologica dei 15 euro, le azioni Stellantis hanno iniziato un movimento correttivo, respinte anche dalla linea di tendenza ottenuta collegando i massimi del 29 marzo e 17 agosto 2022. Per mantenere l’attuale impostazione ascendente cominciata a luglio 2022, è importante che i compratori si mantengano oltre i 13 euro. In caso contrario, verrebbe interrotta la serie di massimi crescenti in atto con nuovi obiettivi della discesa identificabili sui 12 euro. Al contrario, un’indicazione positiva per gli acquirenti si avrebbe con la rottura dell’area 15-15,50 euro. In tal caso, il rialzo avrebbe la possibilità di estendersi verso le successive resistenze tra i 16 e i 17 euro.

I certificati di Vontobel legati a Stellantis

A cura di Vontobel Certificati

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