Db x-trackers, buon Etf a tutti

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di Redazione 19 Novembre 2008 | 09:00
Bluerating.com ha intervistato Mauro Giangrande, responsabile della piattaforma db x-trackers in Italia, per avere una view di mercato sugli Etf. Da inizio anno al 14 novembre il db X-T Euro stoxx 50 Short index e il db X-T ShortDax hanno registrato performance da capogiro. Il manager ha spiegato i motivi di un simile risultato e ha evidenziato una serie di sottostanti e prodotti che possono migliorarre le performance di un portafoglio di investimento.

Al 14 novembre i vostri 2 Etf db X-T Euro stoxx 50 Short index e ShortDax hanno realizzato un +63,07% e un +62,58%, conquistando le 2 migliori performance da inizio anno tra i replicanti trattati su ETFPlus. Può indicarci i motivi di un simile successo per ciascuno dei due prodotti?
Gli Etf short replicano in modo inverso l’andamento dell’indice al quale fanno riferimento. Se il DAX su base giornaliera perde il 2% il corrispondente Etf Short guadagna il 2% e viceversa. Lo stesso vale per il DJ Eurostoxx50. Nel corso del 2008 questi prodotti hanno di conseguenza consentito agli investitori di trasformare in segno più, le performance negative registrate dai principali mercati azionari. Inoltre il db x-trackers DJ Eurostoxx50 Short e il db x-trackers ShortDax riconoscono un interesse attivo pari a 2 volte il tasso Eonia (Euro Over Night Index Average, livello medio del 2008 pari al 4%), rendimento che quindi si è sommato a quello postivo derivante dalla replica inversa dell’indice.
 
Per trarre ancora buone performance dall’attuale contesto di crisi dei mercati, nei prossimi mesi su quali tipologie di sottostanti tra tematici, qualitativi o quantitativi sarà conveniente creare dei nuovi Etf?
Sino a qualche anno fa esistevano solo Etf che replicavano i principali indici azionari mondiali, oggi il mercato è molto più evoluto e sono diversi gli Etf che nel 2008 hanno realizzato performance positive anche in una situazione di mercato difficile. Per quanto riguarda Deutsche Bank non solo gli Etf short azionari ma anche gli Etf monetari (Eonia e Fedfunds), gli Etf short sui crediti e gli Etf su titoli governati euro a lunga scadenza hanno infatti realizzato rendimenti positivi, in alcuni casi addirittura a doppia cifra. Si tratta di prodotti arrivati sul mercato nell’ultimo anno solare e che hanno rappresentato una vera e propria novità per il mondo dei fondi indice. L’innovazione è un segno distintivo importante di conseguenza, nel 2009, Deutsche Bank continuerà senz’altro su questa strada.

Se un promotore volesse inserire in questo momento un Etf nel portafoglio di un cliente, su quali tipologie di prodotti farebbe bene a orientarsi? 
Le scelte in tema d’investimento dipendono necessariamente dal profilo rischio/rendimento e dall’orizzonte temporale di ciascun cliente. E’ un dato di fatto che l’attuale gamma di Etf offre la possibilità di costruire portafogli tarati ad hoc sulle diverse esigenze con un’ampio grado di diversificazione e costi molto contenuti. Da un lato ci sono prodotti come il db x-trackers Eonia con un rischio minusvalenza praticamente prossimo allo zero, all’estremo opposto tutta una serie di prodotti costruiti su indici molto volatili, come i mercati azionari emergenti, con potenzialità di rendimenti elevati ma con rischio anche molto elevato. Gli Etf sono strumenti a gestione passiva di conseguenza la logica che guida l’utilizzo di questi prodotti è la convinzione che quello che conta maggiormente ai fini del raggiungimento degli obbiettivi d’investimento, soprattutto di medio lungo termine, è il processo di asset allocation e non la scelta del singolo prodotto.

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