Asset allocation, ancora cautela sull’azionario

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Esce il nuovo sondaggio della Reuters. Ecco su cosa puntano i gestori

di Redazione30 settembre 2011 | 14:02

I portafogli dei gestori continuano ad alleggerirsi di azionario, specialmente della zona euro, alla fine di un trimestre che ha visto esplodere l’avversione al rischio. Il sondaggio mensile condotto da Reuters fra dodici primari gestori con la collaborazione di Lipper fotografa il terzo calo consecutivo dell’esposizione alle Borse, scese in termini aggregati al 43,5% dal 46,3% di luglio, mese dell’ultima rilevazione prima della pausa estiva. Le Borse europee scendono in media al 14,7% dal 17,4%. Parallelamente, aumenta il numero dei sottopesi sull’equity (41,67% del campione), anche se restano superiori gli underweight sui bond.

L’obbligazionario nel suo complesso (governativi e corporate bond) risale al 42,33% dal 38,58% di un portafoglio bilanciato, mentre la liquidità scende al 10,5% dal circa 12% di luglio. Wall Street raccoglie i maggiori consensi, spiega la Reuters in una nota riportata sul suo sito italiano, con metà del campione che sceglie l’overweight. Altrettanti gestori questo mese sottopesano le Borse della zona euro. Sale l’underweight anche sulla Borsa di Tokyo (58,33%). Diminuiscono i sovrappesi sui mercati emergenti dell’Asia-Pacifico (a 4 da 6) e dell’America Latina (a 5 da 8).

Sul versante obbligazionario, prosegue la Reuters, il sondaggio conferma una predilezione per le emissioni societarie, sovrappesate da tre quarti dei partecipanti mentre i T-bond sono i governativi più in sottopeso (66,67%), seguiti dai titoli di Stato della zona euro (41,67%). “In attesa della nuova stagione delle trimestrali”, si legge nel testo, “gli investitori si interrogano sulle condizioni dell’economia dopo le prospettive indicate dalla Fed e i risultati deludenti di recenti indagini manifatturiere nella zona euro e in Cina. L’aumento dell’incertezza dovuto al protrarsi della crisi del debito sovrano nell’area euro ha messo in secondo piano i fondamentali delle aziende. Di fatto, le scelte degli investitori si riducono all’opzione fra rischio sì e rischio no”.

L’allocazione settoriale vede metà del campione in sovrappeso sui farmaceutici, settore tradizionalmente difensivo. Cinque gestori scommettono su ciclici e servizi ciclici (media, hotel e trasporti). “Il sottopeso più consistente”, conclude la Reuters, “è quello sui bancari, cinghia di trasmissione del rischio sovrano: gli investitori temono adesso una nuova crisi di liquidità sul modello di quella del 2008 per effetto dell’esposizione delle banche della zona euro al debito dei Paesi periferici”.


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