Threadneedle Investments: se le azioni rallentano la loro corsa

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William Davies, responsabile azioni globali di Threadneedle Investments, spiega le ragioni di questa visione dell’asset manager.

Avatar di Redazione10 giugno 2014 | 10:29

PREVISIONI SULL’AZIONARIO – I titoli growth che avevano riscosso grande successo l’anno scorso hanno recentemente perso il favore del mercato. Ecco quali sono le motivazioni alla base di questa tendenza e quali le potenziali ripercussioni per gli investitori. Parla William Davies, responsabile azioni globali di Threadneedle Investments.

Cosa è successo nei mercati azionari?
I mercati azionari hanno registrato performance stellari nel 2013, trainati da dati economici più favorevoli e dal sostegno delle banche centrali. Nel solo 2013 gli investitori animati da una rinnovata fiducia hanno riversato 140 miliardi di dollari in titoli Usa, dopo che nei quattro anni precedenti avevano ritirato dalle azioni 260 miliardi. Gran parte di questo denaro è stato investito in titoli di buona qualità di società ad alta capitalizzazione e caratterizzato da ottime prospettive di crescita come Disney e Mastercard, sebbene alcuni investitori abbiano inseguito guadagni in titoli growth più speculativi del settore di internet e delle biotecnologie come Twitter e Celgene. Questa tendenza si è sviluppata in tutto il mondo con i titoli internet cinesi, come Tencent e Baidu, che hanno anch’essi segnato un netto rialzo. A marzo 2014 la nuova presidente della Fed, Janet Yellen, ha tuttavia indicato che i tassi d’interesse potrebbero cominciare ad aumentare sei mesi dopo la fine del quantative easing. Il tono restrittivo delle sue dichiarazioni ha messo in allarme i mercati. La correzione è stata trainata dai titoli growth speculativi, e in misura minore da quelli di qualità, che avevano registrato buone performance. Alfine di ridurre il rischio, gli investitori si sono riversati sui poco amati titoli value di tipo difensivo. Pertanto le società che avevano evidenziato un andamento relativamente deludente, presentavano i rating più bassi e godevano del maggior interesse da parte degli short seller hanno recentemente messo a segno le migliori performance.

E qual è la vostra visione?
Sebbene alcuni dei titoli che avevano registrato le migliori performance, in particolare nei settori delle biotecnologie e della tecnologia, fossero divenuti sopravvalutati, non ci sono molti elementi per suggerire che si fosse sviluppata una bolla nei titoli growth in quanto categoria generale. Inoltre molte società interessanti nei settori della tecnologia e dei beni voluttuari hanno subito correzioni indiscriminate dato che gli investitori hanno risposto alle difficoltà di breve termine riducendo il rischio. Adottiamo un’ottica di medio termine piuttosto che seguire i temi caldi. Abbiamo quindi sfruttato la debolezza delle quotazioni azionarie per incrementare le nostre posizioni in titoli quali Gilead, Google, Estée Lauder, Priceline.com, Facebook, Visa e MasterCard. Ciascuna di queste società gode di una forte posizione di mercato e dovrebbe conseguire una crescita redditizia negli anni a venire, sostenuta da un contesto strutturale favorevole.

Per esempio?
La società biotecnologica Gilead Sciences. Diversamente da alcune sue omologhe più speculative, presenta una traiettoria di crescita degli utili chiara, supportata dal recente rilascio di Sovaldi, un farmaco rivoluzionario per la cura dell’epatite che ha fatto registrare vendite record con oltre 2 miliardi di dollari di ricavi nel primo trimestre. Sovaldi è un medicinale costoso che risponde tuttavia a un’esigenza medica vasta e non soddisfatta (3,2 milioni di persone negli Stati Uniti soffrono di epatite C). Secondo le previsioni attuali, Gilead è negoziata a un rapporto prezzo/utili di 10,5 per il 2015, che non appare sopravvalutato. Google è un altro esempio. La società gode di una posizione dominante nel mercato globale della pubblicità online, che registra una crescita annua pari a circa il 18%. Gli utenti di Android hanno superato il miliardo e la società sta altresì monetizzando le proprie attività, tra cui Maps, YouTube e Google Play Store. Spende inoltre più di 7 miliardi di dollari all’anno per le attività di ricerca e sviluppo al fine di conservare la sua leadership in fatto di innovazione. A seguito della rotazione del mercato, Google è negoziata allo stesso rapporto prezzo/utili di PepsiCo, ma presenta prospettive di crescita molto più favorevoli.


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