Investec AM, che fare se le regole di valutazione tradizionali non sono più applicabili

A
A
A

Clyde Rossouw, portfolio manager della Investec Global Franchise Strategy, esamina le prospettive di investimento in società con asset intangibili di valore, nel momento in cui le regole di valutazione dei fondamentali tradizionali sembrano non essere più applicabili.

di Diana Bin26 gennaio 2015 | 14:12

CLYDE ROSSOUW – “L’ingerenza sul mercato da parte delle banche centrali ha prodotto uno scenario traboccante di liquidità artificiale, creando un ambiente impegnativo per gli investitori”, osserva Clyde Rossouw, portfolio manager della Investec Global Franchise Strategy, che esamina le prospettive di investimento in società con asset intangibili di valore, nel momento in cui le regole di valutazione dei fondamentali tradizionali sembrano non essere più applicabili. “Negli ultimi anni i rendimenti azionari sono stati sempre più guidati da aspettative di breve termine piuttosto che da quelle più di lungo termine delle aziende”.

PERCHE’ INVESTIRE IN AZIENDE GLOBALI – La nostra filosofia d’investimento è scegliere società che riteniamo di ‘elevata qualità’. Con ciò intendiamo aziende che dovrebbero essere in grado di generare utili superiori al capitale investito e di mantenere a lungo questo vantaggio competitivo. Tipicamente questo succede investendo in società che possiedono asset intangibili di valore, come marchi, brevetti o reti di distribuzione, che potenzialmente consentono loro di realizzare o generare buoni rendimenti sul lungo termine, con bassa volatilità dei profitti e costante capitalizzazione degli utili distribuiti agli azionisti –  azioni di tipo ‘bond-like’.

COME CAMBIANO ORA LE PROSPETTIVE DI INVESTIMENTO – Mentre le società di ‘qualità’ con le caratteristiche elencate sopra tendono a battere il mercato durante tutto il suo ciclo – quelle con asset intangibili di valore come marchi, brevetti, o reti di distribuzione – negli ultimi dodici mesi hanno attraversato un periodo di relativa sottoperformance. In base alla nostra esperienza, questo tipo di sottoperformance avviene tipicamente verso la fine di una fase di mercato azionario fortemente rialzista, quando gli investitori sono attratti da società a crescita più elevata, ma a scapito di una maggiore sensibilità economica e con una minore sostenibilità degli utili. Ora che gli Stati Uniti hanno ultimato il proprio epico programma di “Quantitative Easing”, rimaniamo cauti su quelle aree del mercato che hanno già avuto una corsa molto forte e evitiamo i titoli fortemente esposti allo slancio economico e alle aspettative di mercato. Nello stesso tempo, non siamo necessariamente convinti che la situazione economica globale stia migliorando, con segnali potenzialmente preoccupanti all’orizzonte in termini di prospettive di crescita. In un ambiente economico più impegnativo si potrebbe assistere a una contrazione dei mercati. In tale contesto, le aziende di qualità dovrebbero battere il mercato grazie alla natura difensiva dei propri flussi di utili, ai forti vantaggi competitivi e al potere che hanno sui prezzi.
 
COGLIERE LE INEFFICIENZE DEL MERCATO – Identifichiamo le aziende con un forte vantaggio competitivo e un elevato potere di azione sui prezzi e che possono realizzare migliori rendimenti sul capitale. L’assunto implicito del mercato in riferimento al tasso di dissolvenza dei rendimenti elevati, in alcuni casi significa che esistono ancora opportunità di mispricing rispetto al mercato nel suo complesso, questa è l’inefficienza che cerchiamo principalmente di cogliere. Anche se il prezzo dei titoli di aziende di qualità dovesse indebolirsi, solitamente i loro utili e la performance dei dividendi garantiranno agli investitori ancora un ritorno di cassa durante i periodi di sottoperformance del mercato. Continuiamo a credere che il mercato sottovaluti le società di qualità, e questo è maggiormente vero quando le circostanze economiche si deteriorano.
 
COSA EVITARE IN PORTAFOGLIO – Stiamo evitando la maggior parte delle società finanziarie, minerarie e delle utility, per la nostra riluttanza a investire in alcune delle aree del mercato a maggiore intensità di utilizzo capitali, e non siamo interessati alle società molto esposte alla leva finanziaria. Il nostro posizionamento prevede un’esposizione materiale al settore dei beni di consumo di prima necessità, mentre identifichiamo alcune interessanti opportunità nei settori information technology e healthcare.


Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Investec AM, si aggiorna la gamma degli alternativi

Investec Am rafforza il team italiano con Mainini

Investec Am: la febbre elettorale attraversa l’America Latina

Ti può anche interessare

Gli Etf piacciono alle reti

Tabanella (iShares): “Con Mifid 2 è cresciuto l’uso dei prodotti passivi” ...

BNY Mellon Im punta sulla nuova mobilità

Il fondo BNY Mellon Investment Management mira a conseguire una crescita di capitale nel lungo perio ...

Rimbalza a marzo il risparmio gestito

A marzo, fa sapere Assogestioni, il sistema ha messo a segno una raccolta netta di +3,4 miliardi di ...