Pioneer, nel 2016 crescita debole e incertezza

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di Chiara Merico 11 Dicembre 2015 | 10:47
Pesano i rischi geopolitici e i possibili errori di politica monetaria in considerazione dei processi di transizione e delle condizioni di scarsa liquidità.

SCENARIO SFIDANTE – Per il prossimo anno si prospetta uno scenario sfidante, in presenza di crescita economica ancora debole, incertezza legata ai rischi geopolitici e possibili errori di politica monetaria in considerazione dei processi di transizione e delle condizioni di scarsa liquidità. E’ questo l’outlook globale per il 2016 di Pioneer Investments.

SERVONO RIFORME – “Nonostante questo scenario meno ottimistico, siamo positivi per il 2016,” commenta Giordano Lombardo, ceo e group cio di Pioneer Investments. “Le economie nel mondo, sia sviluppate che emergenti stanno attraversando profondi cambiamenti strutturali. Ci aspettiamo che crescita e inflazione rimangano basse, tuttavia l’economia globale è in grado di evitare una stagnazione diffusa, se i principali paesi proseguiranno il cammino delle riforme strutturali – e questo riteniamo sia lo scenario più probabile”. 

QUATTRO FATTORI – Da un punto di vista macroeconomico, la visione globale di Pioneer si posiziona all’interno di un quadro di transizioni multiple. Per il gestore, sono quattro i fattori che, combinati, possono rallentare la crescita economica: il primo è la pressione per un maggiore deleveraging visto che c’è ancora tanta strada da fare. Il secondo è il declino globale nella crescita della produttività che minaccia la profittabilità futura sia nei mercati maturi che emergenti . C’è poi la rescita della spesa per investimenti, ingrediente cruciale per una ripresa sostenuta, assente quasi ovunque. Infine, ci sono i rischi della cosiddetta ‘lowflation’ che da un fenomeno ciclico è diventato un problema strutturale. In questo contesto sfidante, politiche monetarie accomodanti e politiche fiscali meno restrittive possono supportare un rialzo ciclico nel corso del 2016. Ci aspettiamo una ripresa più forte negli USA e in Europa mentre abbiamo prospettive più moderate – ma sempre positive – verso i mercati emergenti. USA: l’inflazione dovrebbe risalire, dal momento che i miglioramenti del mercato del lavoro e la crescita solida nella spesa per consumi alla fine determineranno una spinta al rialzo su salari e prezzi. Ci aspettiamo una progressiva normalizzazione della politica monetaria, che riteniamo sarà graduale e concentrata a mantenere l’inflazione intorno al target del 2%.

EUROPA E MERCATI EMERGENTISull’Europa l’outlook è positivo anche se rimane vulnerabile ai rischi, specialmente dall’esterno. Tuttavia, lo sforzo di riforme in molti paesi sta trasformando la ripresa da ciclica in strutturale, rendendo l’Eurozona più resistente e reattiva agli shock rispetto al passato. L’attuale ripresa è, per tutte le economie, una opportunità importante – se pur circoscritta – di affrontare i problemi strutturali e fare un passo in avanti verso una crescita più bilanciata e sostenibile. Per i mercati emergenti il quadro rimane eterogeneo. Ci si attende una crescita modesta, supportata dalla ripersa nei mercati sviluppati e da una certa stabilizzazione nelle aree che hanno sperimentato forti contrazioni nel 2015. Permangono tuttavia rischi significativi e fra questi: il prossimo ciclo restrittivo della Fed (anche se c’è maggior capacità di reagire che in passato), il prezzo delle commodity persistentemente basso, le pressioni del deleveraging. Infine, la Cina: non ci aspettiamo un ‘hard landing’. L’attività economica in Cina mostra ulteriori segni di stabilizzazione, le debolezze sono concentrate nel settore statale e nelle esportazioni.

TRANSIZIONE STRUTTURALE – La divergenza fra i settori suggerisce che una profonda transizione strutturale sia in corso, con un doloroso taglio di capacità produttiva in eccesso nei settori industriali ma elasticità invece nei settori privati, dei servizi e dei consumi. In effetti, queste positive transizioni strutturali e le previsioni di crescita modesta potrebbero essere inficiate da numerosi fattori. Fra questi, particolarmente pressanti, i rischi geopolitici, che possono incidere negativamente sul sentiment e sul potenziale di crescita economica di molti paesi e regioni. Il rischio di errori di politica monetaria, è particolarmente alto considerando che le banche centrali hanno tuttora un ruolo fondamentale nel contrastare le dinamiche recessive. Inoltre, l’implementazione in Cina delle riforme strutturali è un fattore chiave da monitorare. Su questo sfondo di crescita globale moderata, Pioneer Investments mantiene una view positiva per gli asset rischiosi sebbene le valutazioni risultino meno appetibili. Per il 2016, ci attendiamo rendimenti bassi in tutte le asset class e volatilità alta. “La nostra view è che, nel 2016, i fattori chiave per generare valore a beneficio dei clienti saranno la selezione di idee ad alta convinzione, un approccio flessibile e unconstrained alla gestione dei portafogli e tecniche di investimento finalizzate a preservare il capitale investito” conclude Giordano Lombardo.

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