Pioneer Investments punta sui bond subordinati globali

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di Chiara Merico 8 Febbraio 2016 | 11:19
La società lancia il nuovo comparto Global Subordinated Bond, una soluzione adatta a chi vuole investire in fixed income in un contesto di rendimenti bassi per i bond societari.

NUOVO COMPARTOPioneer Investments lancia il nuovo comparto Global Subordinated Bond: in un contesto di mercato che mostra rendimenti dei titoli obbligazionari societari al di sotto della media storica, la società ritiene infatti che posizionarsi sul mercato del debito subordinato rappresenti una soluzione interessante per chi investe in fixed income. Investire in obbligazioni subordinate emesse da società con merito creditizio di tipo investment grade può offrire agli investitori la possibilità di ottenere rendimenti più elevati, fermo restando i maggiori rischi connessi a tale tipologia di investimento, si legge in un comunicato di Pioneer. Il comparto può investire anche in titoli obbligazionari con rating sub-investment grade. Puntare su questa ampia e sempre più diversificata classe di attività non costringe gli investitori a cercare extra rendimenti allungando così la duration del portafoglio.

SI PUNTA SUI BOND SUBORDINATI – “In uno scenario di mercato che rende sempre più complesso ottenere rendimenti, gli investitori oggi possono scegliere obbligazioni con scadenze più lunghe, oppure emessi da società con spread più elevati. Il livello di ritorno potenziale, però, potrebbe non essere in grado di compensare gli eventuali rischi collegati a questa allocazione, vale a dire il rischio di un aumento dei tassi ed il maggiore rischio di default – spiega Tanguy Le Saout, head of European fixed income di Pioneer Investments –. Il debito subordinato tende, infatti, a presentare uno spread superiore dalle due alle quattro volte rispetto a quello dei titoli senior ed offrire potenzialmente un rendimento dal doppio al triplo rispetto a quello dei titoli senior emessi da società con rating simili”. Per queste ragioni Pioneer Investments ha deciso di lanciare una nuova strategia dedicata alla classe di attività rappresentata dalle obbligazioni sUBbordinate globali, con l’obiettivo di ottenere rendimenti paragonabili a quelli dei titoli high yield, ma cercando di investire in titoli di debito di emittenti con merito creditizio investment grade. Gestito dal centro investimenti di Dublino di Pioneer Investments dal portfolio manager Tanguy Le Saout e dal portfolio manager Vianney Hocquet, il nuovo comparto investe principalmente in un’ampia gamma di obbligazioni subordinate di istituzioni finanziarie e non, in obbligazioni corporate ibride, in titoli privilegiati e anche in titoli convertibili.  

SELEZIONE RIGOROSA – “Siamo convinti che un approccio flessibile all’allocazione di portafoglio tra la componente delle obbligazioni ibride e di quelle subordinate emesse da istituzioni finanziarie, possa aprire opportunità d’investimento diversificate per settore e per area geografica all’interno di tutto il mercato obbligazionario globale, e, allo stesso tempo, consentire di gestire la liquidità del portafoglio complessivo”, aggiunge Vianney Hocquet. Supportati dal team Global Research Credit – che può contare su 25 analisti –, Le Saout e Hocquet stabiliscono l’allocazione tra le diverse classi di attività, aree geografiche e classi di rating, sulla base di rigorose analisi rischio/rendimento. La strategia di investimento pone una forte enfasi sulla capacità di individuare i titoli di maggior qualità emessi da aziende solide, con un approccio che in due fasi analizza sia i fondamentali dell’emittente che le condizioni ed i livelli di subordinazione delle emissioni. “La struttura del bond è importante quanto la selezione dell’emittente – spiega ancora Hocquet – infatti l’applicazione di una selezione rigorosa di credito e l’analisi della documentazione relativa al bond, ci aiutano a mitigare alcuni dei rischi associati alle obbligazioni subordinate. L’allocazione degli asset su diversi tipi di strutture di debito ci permette di essere flessibili in termini di esposizione al rischio, di adattarci a futuri sviluppi normativi”.

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