Gam svela le opportunità sull’obbligazionario degli Emergenti

A
A
A
di Chiara Merico 26 Febbraio 2016 | 13:42
Per Dorthe Friedgaard Nielsen il bacino di investimento più interessante per l’obbligazionario societario emergente è composto dai bond BBB e BB.

PUNTARE SUI BOND BBB E BB – “A nostro avviso il bacino di investimento più interessante per l’obbligazionario societario emergente è composto da obbligazioni che rientrano nei segmenti BBB e BB, segmenti nei quali è maggiormente reperibile il valore”, nota Dorthe Friedsgaard Nielsen, gestore del Julius Baer Multibond – EM Corporate Bond Fund di Gam. “Al contrario, non riscontriamo significativo valore nei titoli con rating B e A, guidati in maniera meno significativa dai fondamentali. Ai livelli attuali lo spread è superiore di poco meno di 500 punti base rispetto al rendimento del Treasury a 10 anni, a fronte dei 500 punti base registrati all’apice della crisi del debito europea a settembre 2011 e ben inferiore ai 1000 punti base registrati nel periodo della bancarotta di Lehman Brothers”.

MENO PERFORMANTI I SETTORI DELL’OIL&GAS E DELLE MINIERE – “In termini di rating, i titoli con rating B sono quelli che sono stati maggiormente venduti e scambiano ora a 1000 punti base, 300 punti base in meno rispetto al livello massimo registrato nel pieno della crisi del debito europea. I titoli obbligazionari con rating investment grade stanno scambiando, invece, con livelli di spread più ristretti di 100 punti base rispetto alla crisi dell’Eurozona. I settori meno performanti sono, com’era d’altronde prevedibile, i settori dell’oil&gas e dell’attività estrattiva”, prosegue il gestore. “Quest’ultimo sta scambiando a livelli di spread più alti rispetto al periodo della crisi Lehman e della crisi dell’Eurozona. Vediamo ulteriore potenziale di divergenza in quel settore, visto che un certo numero di società potrebbe intraprendere processi di ristrutturazione nei prossimi mesi, a meno che non si verifichi un significativo rimbalzo dei prezzi delle commodity“.

TITOLI A LEVA INFERIORE NEI MERCATI EMERGENTI – “All’interno dei mercati emergenti i titoli hanno una leva inferiore rispetto agli omologhi statunitensi. La differenza appare minore a livello di obbligazioni investment grade laddove quelli dei Paesi emergenti trattano a un multiplo pari a 1,9 volte e quelli americani a 2,2 volte mentre, nel segmento dell’high yield, la leva è a livello di 2,5 volte per i primi e di 5,5 volte per i secondi. In termini di premio, le obbligazioni degli Emergenti di rating investment grade trattano a 50 punti base in più rispetto alle stesse obbligazioni negli Stati Uniti e la differenza sale a 200 punti base nel segmento hig yield, nonostante bilanci migliori nei Mercati Emergenti. Il differenziale più interessante di spread rispetto alla leva si trova nel segmento delle obbligazioni con rating BB, posizione verso cui nutriamo maggiore fiducia rispetto al benchmark di riferimento. Nel caso in cui il prezzo del petrolio e delle altre materie prime dovesse rimanere agli attuali livelli bassi, ci aspettiamo un aumento dei tassi di default. Il volume delle operazioni di rifinanziamento, per quest’anno, dovrebbe rimanere a un livello gestibile intorno ai 100 miliardi di dollari. Tuttavia, questa cifra salirà intorno ai 200 milioni di dollari all’anno a partire dal 2017. A partire dalla nuova emissione il mercato si è prosciugato durante gli ultimi sei mesi e questo potrebbe generare problemi per quelle società che sono legate a prezzi sostanzialmente più alti delle materie prime per generare flusso di cassa disponibile”, conclude Friedsgaard Nielsen.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti
X